Archivi categoria: Cultura e società

Le domande di una madre di fronte all’orrore

la Repubblica

24.10.2012 edizione di Palermo

MAURIZIO MURAGLIA

“Cosa si deve fare per proteggere i figli?” piange la mamma di Carmela Petrucci, assassinata venerdì nel quartiere Uditore. E altre domande vengono giù a cascata in quel pomeriggio assurdo, tra le persone che si radunano, ed io tra queste, davanti allo stabile dei Petrucci, nella scuola elementare vicina, nei negozi, ovunque. Altre domande feroci, disperate. “Cosa deve succedere perché queste cose non succedano”? “Cosa deve succedere nelle famiglie, nella società, a scuola, tra i ragazzi, tra gli adulti?”. E ancora: “Che cosa può diventare il sentimento tra due ragazzi? Come intendono l’amore i nostri giovani? Che cos’è questo Facebook, che può stare all’origine di una tragedia?”. E ancora domande, domande, domande. Nessuno può rispondere. Così come quando un ragazzo tenta il suicidio per motivi “scolastici”. Nessuno può rispondere, nessuno può generalizzare e trarre regole valide per tutti. A nessuna ragazza si può chiedere di non avere storie sentimentali, a nessun genitore si può chiedere di chiudere i figli in casa, a nessun educatore si può chiedere di vietare Facebook. Resta in mano lo sguardo attonito dello spettatore. Solo angoscia. Leggi il resto di questa voce

Educazione legalità cittadinanza

Nell’ambito di una convention a sfondo elettorale che vedeva anche la partecipazione di Rita Borsellino, sono stato invitato il 18 ottobre scorso presso il Centro Biotos a proporre una riflessione sul rapporto tra educazione, legalità e cittadinanza, così come si configura oggi in Sicilia. M’è parso utile proporla anche qui.
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Non c’è azione più politica dell’azione educativa. L’etimo ci aiuta a capire perché. Si tratta, quando si educa e si educa pubblicamente, di un’azione che implica tempo, il tempo di compiere un percorso da una condizione ad un’altra. Il risultato di questo percorso è un essere umano capace di stare con gli altri, di rispettare le regole della convivenza civile, di servirsi di strumenti culturali per accedere alla realtà. E che questo risultato sia un buon risultato è un tipico interesse collettivo, e dove è in campo un interesse collettivo e non una convenienza individuale lì entra in gioco la politica. Educazione e istruzione sono interessi collettivi e come tali la politica li assume come spazi di intervento prioritario. Quando la politica fa politica dimenticando questo vuol dire che la politica è venuta meno alla propria vocazione. Leggi il resto di questa voce

Comincia a scuola la difesa della legalità

LA REPUBBLICA

Prima pagina ed. di Palermo 24 maggio 2012

Maurizio Muraglia

Morire di scuola. Morire a sedici anni vittime di una follia omicida assolutamente imprevedibile. Morire, forse, perché una scuola si intitola a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. La rabbia e l’indignazione di un intero paese assumono un colore particolarissimo a Palermo, nel ventennale della strage di Capaci. Sabato scorso l’Albero Falcone di via Notarbartolo si è riempito di gente, proprio alla vigilia di quelle elezioni amministrative su cui si concentrano tante speranze di riscatto per una città che, ancora a vent’anni dai quei tragici fatti, appare martoriata dalla violenza quotidiana e dall’illegalità diffusa. C’è una parte della città che è capace di raccogliersi nel giro di poche ore per gridare il proprio no all’imbarbarimento della vita pubblica. Se c’è, paradossalmente, pur nella tristezza di questi giorni, un unico risvolto positivo di questo genere di eventi, esso consiste nell’effetto di ricompattamento che esercita sulle coscienze più sensibili. Leggi il resto di questa voce

Un libro che merita

Questo libro è appena uscito e lo consiglio a tutti.  Scritto da un ebreo non credente fa giustizia di tanti stereotipi.

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Radici, tradizione, identità

Oggi Repubblica dà notizia della pubblicazione di un libro scritto dal classicista Maurizio Bettini. Lo stralcio proposto dal quotidiano è già di per sé molto significativo (e molto condivisibile per quanto mi riguarda). C’è materia per riflettere a tutti i livelli.

Tecnologie, relazioni digitali, apprendimento

Ancora un’occasione per ragionare di cose che qualcuno continua a definire “nuove” (tipo nuove tecnologie ecc.). Vi do occasione di ragionare ancora sul rapporto tra scuola e web con tre contributi. Prima un’intervista comparsa su “Repubblica” di qualche giorno fa ad Antonio Casilli sul tema delle relazioni che si instaturano in rete. Poi, proprio ieri, l’uscita, sempre su “Repubblica” del linguista Raffaele Simone, che, come gran parte degli universitari umanisti o dei giornalisti attempati, quando si avventura sulla scuola e sull’apprendimento, non sa bene di che parla. Per fortuna ci ha pensato il pedagogista Maurizio Tiriticco a far giustizia della dinosaurite sempre in agguato. Leggetevi quanto scrive, e tenete conto che costui ha più di ottant’anni d’età.

Il vizio di tanti discorsi, lo dice bene il buon Maurizio, è sempre quello di discutere di oggetti e non di gestione degli stessi. Vizio ancor più pernicioso quando si parla di scuola e di “oggetti” da usare a scuola. Ci sono mille oggetti, mille metodi e mille strumenti che possono essere utili per agevolare l’apprendimento, sol che li si sappia usare. Se non li si sa usare, si lasci perdere,  si utilizzino le modalità tradizionali e si eviti di pontificare su ciò che non si conosce, anche perché è rarissimo trovare insegnanti che, pur sapendo usare bene qualcosa, rinuncino ad usarla. Più spesso si trovano volpi che discutono di uva……

Professori su facebook

Su Repubblica di oggi un articolo pone una questione. E’ lecito che professori e studenti intrattengano i loro rapporti anche su Facebook? Val la pena di leggere. E’ inutile aggiungere che la mia riposta al quesito è: of course.

Il recinto di Facebook

Sulla “Repubblica” di domenica 2 ottobre, l’ottimo Ernesto Assante ha pubblicato un articolo che ritengo di grande interesse a proposito della logica di Facebook.