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Ci salveremo dal mastrocolismo?

La questione Destra/Sinistra recentemente da me posta aveva avuto un terreno di scontro – me ignaro – nel botta e risposta tra la signora Mastrocola ed alcuni, per fortuna, dissenzienti. Ammetto peraltro che quando ancor prima postai la mia riflessione sulla famosa lettera dei 600 accademici che deploravano le competenze linguistiche (meglio: le conoscenze grammaticali) dei nostri studenti, non sapevo che l’insegnante-scrittrice fosse una delle firmatarie. Adesso lo so. Su quella lettera hanno già risposto egregiamente altri (http://www.societadilinguisticaitaliana.net/attachments/article/486/Testo%20Lo%20Duca%20lungo%20e%20firme_30marzo.pdf).

Ora ho appreso che la colpa del deficit linguistico (meglio: grammaticale) dei nostri allievi sarebbe da imputare al “donmilanismo”, categoria utilizzata dalla signora in un suo intervento di fine marzo scorso sul Sole 24 Ore. Non che Mastrocola ce l’abbia con Don Milani – che sarebbe politicamente scorrettissimo proprio di questi tempi – ma certamente ce l’ha con l’idea di scuola che al prete di Barbiana si sarebbe ispirata nell’ultimo mezzo secolo. E non si fa scrupolo di utilizzare le categorie di Destra e Sinistra sia pur per rifiutare l’etichettatura politica (di Destra) della “sua” concezione di scuola, ben nota al suo cane cui a suo tempo si degnò di raccontarla. Val la pena leggere anche quanto ben argomentato da chi le risponde. Tutto questo dibattito può tornare utile a chi insegna lingua italiana in tutti i gradi di scuola, soprattutto se assalito sensi di colpa indotti dall’asse accademico-cruscante (con la strizzatina d’occhio dei test standardizzati alla sezione “grammatica”) che non ci abbandona mai.

Non posso fare a meno, stralciando proprio dall’intervento di risposta alla Mastrocola, di riportare la genialata della voce “mastrocolismo”. Forse qualche vestale della classe media che insegna al Liceo o nella Scuola Media può riconoscersi…..

mastrocolismo s.m. tendenza dell’insegnante di liceo ad autorizzarsi attraverso un atteggiamento di severità accattivante, di passione autarchica per la materia unita a sprezzatura verso le tecniche didattiche e disprezzo verso studenti rozzi incolti e refrattari a capire e amare i testi del canone letterario e la grammatica tradizionale. Nell’insegnante della scuola di base si manifesta spesso nella tendenza a qualificarsi alzando incautamente l’asticella, ovvero anticipando contenuti complessi sottoforma di nozioni da incamerare per prepararsi al liceo. Si può incontrare anche in molti genitori ansiosi e invadenti, che chiedono alla scuola di essere rassicurati rispetto al loro sistema di attese.

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Quando la finiranno di confrontare l’inconfrontabile?

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 REPUBBLICA PALERMO – 10 DICEMBRE 2016

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Lo stesso giorno su Repubblica D anche Galimberti…..

non ci eravamo messi d’accordo….

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La “buona ….. formazione”: le pratiche pensate

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Il CIDI di Palermo non si ferma mai.

Il prossimo 15 aprile al CEI chiamerà a raccolta gli insegnanti di matematica  ed il 17 aprile al Castello Utveggio, nella sede del CERISDI, sono invitati tutti gli insegnanti per discutere di inclusione. Non è ancora (ri)diventata obbligatoria la formazione e non sappiamo se sarà un bene. Ma non approfittare della qualità che c’è in giro, soprattutto se non costa (a parte sostenere il CIDI, che è cosa buona e giusta), sembra davvero poco saggio…..

Scarica le locandine: MatematicaInclusione

 

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