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“Più alto verso l’ultima salute”

Se ne va un uomo gentile, un insegnante appassionato e un intellettuale serio. Pippo Lo Manto è legato a Dante, ed è giusto così perché il poeta fiorentino gli ha impegnato una vita e soltanto chi ama Dante può capire che una vita non basta per entrare in quel mondo. Essere legato a Dante consentiva a Pippo di tenere insieme il suo “cor gentil” e la “cara imagine paterna” che è rimasta impressa nel tempo ai suoi ex alunni, insieme al rigore di pensiero con cui indagava le pagine dantesche. Era fortemente convinto che Dante potesse parlare al nostro tempo, ma che occorresse studiarlo bene per coglierne la presenza. Non tutti sono convinti di questo, anzi c’è chi è convinto del contrario.

Negli ultimi mesi di vita ha incoraggiato con convinzione il mio impegno dantesco e, già ammalato, ha presenziato a qualcuno degli incontri sulla Commedia tenuti alla Casa dell’Equità e della Bellezza di Palermo. Lo ha fatto con l’autorevolezza e la gentilezza che in lui erano tutt’uno. Oggi che se n’è andato, studio Dante con qualche insicurezza in più. Era come avere una sorta di salvagente cui ricorrere in caso di incertezze interpretative. Ha insegnato che si può essere intellettuali senza essere paludati, e anche in questo somigliava al suo autore amato, che rimandava al mittente tutti gli inviti ad evitare di rendere facili le cose difficili. Sol per questo merita che il suo impegno e la sua ricerca trovino continuità. Raccoglierne il testimone è un dovere per tutti.