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Un libro serio e importante

Ci sono autori pressoché sconosciuti. Ma che sanno parlare di studenti, di saperi e di insegnamento. Uno di questi é un collega prematuramente scomparso nel 2011: Enrico Cozzolino. Chi lo ha conosciuto, a Napoli, mi ha messo nelle mani uno dei libri più utili e intelligenti che abbia fin qui letto sulle cose scolastiche. Edito (postumo, 2013) da Marotta e Cafiero si intitola NuovaMente. Ritengo un dovere morale pubblicizzarlo.

Enrico Cozzolino (1958-2011) è stato insegnante di Lingua e Letteratura Inglese prima nelle scuole medie e successivamente alle superiori. Il suo impegno si è svolto nel campo della didattica concreta di tutti giorni, a stretto contatto con il lavoro d’aula, e supportato da un’attività di ricerca e di studio costante durante tutta la sua vita. Ha svolto attività di formazione con il CIDI, e altrettanto spesso ha fatto formazione nelle scuole in cui ha insegnato. E’ stato coautore e protagonista di progetti transnazionali di cooperazione didattica, europei e non, con particolare riguardo agli scambi e alla mobilità degli alunni delle superiori e alla formazione dei docenti.

“Questo libro contiene riflessioni sulle dinamiche che regolano gli attuali processi di insegnamento/apprendimento dei ragazzi e dei giovani, di fatto sulla relazione tra gli alunni e la scuola. Relazione in crisi, come mostrano le prospettive che si aprono con le acquisizioni più recenti delle neuroscienze, che stanno imponendo l’esigenza di una metodologia didattica, fatta di nuove modalità di insegnamento che tengano presenti le differenti caratteristiche con cui gli alunni si avvicinano oggi all’istruzione e alla formazione.
In un percorso che si snoda fra letteratura, storia, filosofia, neuroscienze, pedagogia e tutti gli apporti disciplinari che possano tornare utili per una comprensione approfondita delle problematiche in esame, l’autore si interroga sulla possibili risposte che l’istituzione scuola può dare a questi giovani caratterizzati da un pensiero immersivo, reticolare, ri-oralizzato, non proposizionale, a-testuale e tendente all’integrazione col non-verbale della corporeità (siamo dinanzi ad una nuova mente?).
Si propone quindi un fine lavoro di destrutturazione di modalità didattiche obsolete e, per il docente, la necessità di imparare a vivere nell’incertezza e di elaborare strategie partecipate e aggiornate, poiché l’autore sostiene, la scuola deve darsi una nuova identità e può farlo solo se è capace di riflettere su se stessa. Citando Cesare Pavese: “Non ci si libera di una cosa evitandola, ma solo attraversandola”.

(dalla seconda di copertina)

 

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Chi ha paura delle famiglie a scuola?

001Il giovanissimo (trentatreenne) scrittore Paolo Di Paolo commenta su “Repubblica” del 17 settembre scorso la lettera provocatoria che il Dirigente del Liceo Scientifico “Fermi” di Bologna ha inviato ai genitori per inaugurare l’anno scolastico. Questa conteneva un decalogo, ironicamente concepito, volto a far fallire la scuola. Alcuni comandamenti di questo decalogo: “Evitate di parlare con i docenti” “Credete loro (sc. ai figli) anche contro l’evidenza” “Giustificateli sempre e comunque” e via discorrendo. Non li enuncio tutti perché si sarà compreso il malessere che soggiace a questo tipo di elaborazioni. Nelle intenzioni del Dirigente c’era evidentemente il desiderio di “educare” i genitori a non oltrepassare il confine che suddivide le pertinenze tra scuola e famiglia e quindi ad intrattenere con la scuola un rapporto collaborativo.

Il giovane scrittore Paolo Di Paolo, che parla di alleanza trasformata in “guerra aperta”, commenta la lettera argomentando come segue. In prima battuta, enuncia tutti i mali della scuola di cui la scuola stessa sarebbe incolpevole accentuando la mortificazione sociale dei docenti, che sarebbero diventati dei “perdenti” di fronte ad un’ “ignoranza sempre più arrogante e rumorosa”. Molti genitori entrerebbero “a gamba tesa” e farebbero “invasione di campo” anziché restare, come dovrebbero “al bordo”. E’ notevole, per inciso, che quel Dirigente avesse parlato di “minoranza” affermando addirittura che il dialogo con le famiglie dei suoi alunni sarebbe ottimo. Quindi il commentatore, che non è mai entrato né in una classe né in un’aula professori, né ha mai partecipato ad un collegio dei docenti o ad un consiglio di classe, può affermare che questi genitori compromettono “non solo il sereno lavoro dei docenti – valido, efficace o no che sia (sic!) -, ma soprattutto il loro rapporto con gli alunni, riducendolo a un conflitto permanente”.

Considerazioni di un docente che è anche genitore. Leggi il resto di questa voce

Cittadinanza, saperi e apprendimenti a Forlì

Pienone di docenti e dirigenti a Forlì il 22 gennaio, nell’I.T.E. “Carlo Matteucci”, per ragionare di competenze di cittadinanza all’inizio di un ciclo di seminari pensato da una rete di scuole del luogo con la consulenza del CIDI di Forlì diretto da Paola Silimbani. Giancarlo Cerini, Ispettore MIUR, che vive a Forlì, insieme con chi qui scrive ha animato la riflessione ed il dibattito, che dal tema proposto, com’è giusto che sia, ha spaziato su e giù per le questioni calde del momento riconducibili alla Legge 107. L’evento ha interessato anche i media locali, come testimonia l’intervista da me rilasciata prima dell’evento. Il mio intervento, dal titolo “La cittadinanza in classe”, è richiamato da queste slides, che mi auguro di poter quanto prima sviluppare in forma di contributo.

Qui di seguito un dossier fotografico realizzato da Stella Verde.

 

 

Abbasso i “pedagogisti di sinistra”

Il 3 marzo nell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria, all’interno di un ciclo di conferenze organizzato dall’associazione “Genitori e figli” in collaborazione col CIDI di Palermo, ha parlato Massimo Recalcati, lo psicanalista che per ora va per la maggiore con la sua lettura lacaniana di ogni aspetto della vita. Titolo: “L’ora di lezione. Per un’ ‘erotica’ dell’insegnamento”, come recita l’ultimo suo libro, che sta attualmente sui comodini degli insegnanti italiani.

Mi sono stati affidati dieci minuti per un intervento introduttivo. Poi la parola è stata affidata all’ospite, che ha riscosso un entusiasmo da standing ovation. Le sue parole sull’insegnamento e sull’apprendimento hanno toccato il cuore dei presenti. Gli applausi sono stati meritati perché l’uomo ha parole di grande fascino.

Qui solo una notazione, more solito impertinente e impopolare, lasciando analisi più approfondite ad altri scritti. Egli ha preso le distanze non una volta sola dai “pedagogisti di sinistra”, che scientemente dichiara di non ascoltare perché gli disturbano la mitologia della lezione frontale di sapore mastrocoliano. Egli ha idee diverse dalle loro. L’ora di lezione può fare miracoli. Mi sono chiesto più volte chi sia un pedagogista “di sinistra” e perché egli sentisse il bisogno di rubricare una certa riflessione scientifica sulla scuola con un’etichettatura ideologica. Non è dato saperlo. Ad ogni modo guai a criticarlo perché per ora sta nel ventricolo di tutti gli insegnanti italiani. Ad maiora!

Ad ogni modo il mio intervento ve lo lascio qui.

(Le foto, come sempre in questo blog, a cura di Stella Verde)
Il pubblico

Il pubblico

Muraglia

Muraglia

Recalcati

Recalcati

Quando insegnare italiano non è solo grammatica…..

IMG_8723Un esempio di “buona scuola” questo blog vuole ospitarlo. C’è chi prova, con ragazzini della Palermo “rischiosa”, a trasformare le discipline in cultura, in scrittura, in consapevolezza civica. La signora Chinnici, che qui sponsorizzo, è una docente che da qualche decennio fa cose di questo genere. Val la pena leggere.

Dalla rivista del CIDI
Succede che venga eletto un Presidente della Repubblica palermitano che si chiama Mattarella. E che immediatamente l’opinione pubblica si divida fra chi lo ricorda come il fratello di Piersanti e chi, specie a Palermo, anche come il figlio di Bernardo. Poco importa che l’uomo abbia ormai superato la settantina: il cognome continua inesorabilmente a rimandarlo al suo passato, condizionando il giudizio, o meglio consolidando i pre-giudizi, positivi o negativi che siano. Succede che questo destino accomuni il nuovo capo dello Stato a centinaia di siciliani che, in un modo o nell’altro, portano un cognome “pesante” con cui devono presto o tardi fare i conti.

CONTINUA A LEGGERE SU: http://www.insegnareonline.com/rivista/scuola-cittadinanza/padre-padrino

 

 

Whatsapp, laudatores e declinismo

imagesA Vigevano un’insegnante ha mandato per sbaglio una sua foto sexy al gruppo whatsapp che condivide con i suoi alunni. La Dirigente Scolastica della scuola sta facendo luce sulla vicenda per valutare eventuali provvedimenti disciplinari. La notizia, ripresa da vari siti, ha origine dal sito Skuola.net (http://www.skuola.net/news/scuola/foto-sexy-professoressa-whatsapp.html).
Qualche settimana fa era comparso su un altro sito un accorato appello (http://www.osservatoriominori.org/comunicato-stampa/) contro l’ormai diffusa convivenza di alunni e insegnanti nei social network e negli spazi di condivisione consentiti dai cellulari: “Alla luce delle verifiche effettuate chiediamo al ministro Giannini di volersi attivare affinché la presenza dei docenti sui social network venga ad essere regolamentata, con accorgimenti contemplanti anche la possibilità di verifica della condotta virtuale da parte delle istituzioni scolastiche a livello periferico e centrale”. Sta parlando il Presidente dell’Osservatorio dei minori esistente a Milano dal 2000. Leggi il resto di questa voce

I bambini pensano grande

Venerdì 28 novembre alle 17,30 ai Cantieri Culturali della Zisa di Palermo si presenta il libro di Franco Lorenzoni “I bambini pensano grande”. Saranno presenti anche il presidente nazionale del CIDI Beppe Bagni e la neopresidente del CIDI di Palermo Valentina Chinnici.

Appuntamento da non perdere.

Tutto sulla locandina.

La cultura dell’educazione a Palermo

Dal 20 novembre a Palermo un ciclo di incontri sull’educazione. Personaggi prestigiosi: Galimberti, Bianchi, Cacciari, Recalcati, Vegetti Finzi.

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