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Apocalittici o integrati?

Sempre più spesso, negli ultimi tempi, dai docenti che incontro nelle varie scuole del Sud Italia e della Sicilia si leva questa domanda: “Ma secondo lei, la scuola verso dove va?”. Forse immaginano di trovare una risposta consolatoria. “Verso la catastrofe” é la mia risposta volutamente provocatoria. Infatti mi reputo l’ultimo dei catastrofisti, ma gli argomenti e le analisi per esserlo non mancherebbero. Come mostrano questi questi due illuminati contributi:

Ambel 20 aprile

Sinopoli 9 maggio

 

Resistenza umana

“Si ha l’impressione che i vent’anni appena trascorsi abbiano drammaticamente contribuito a spargere una spessa cortina di oblio sulla consapevolezza, da parte degli italiani, di essere the Land of Culture” (p. 25)

La resistenza umana nel nostro Paese c’è, e questo blog cerca da alcuni anni di darle voce. Questo appena uscito è un libro che ogni cittadino italiano ha il dovere di leggere. Consigliato soprattutto ai politici di finta Sinistra che stanno sommergendo l’istruzione e la cultura di Numeri, Graduatorie, Valutazione. Della religione dell’Accountability. I nostalgici del buon tempo antico non salgano sul carro. Non è roba neppure per loro.

Il suo autore sarà a Palermo per parlare di questo libro giovedì 20 aprile al Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” (accanto alla Cattedrale). Ore 16. Scarica la locandina.

 

 

Ciao maestro

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Il ricordo di un altro maestro: Mario Ambel

 

 

Quando la finiranno di confrontare l’inconfrontabile?

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 REPUBBLICA PALERMO – 10 DICEMBRE 2016

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Lo stesso giorno su Repubblica D anche Galimberti…..

non ci eravamo messi d’accordo….

galimberti

GRAZIE

indexJerome Bruner, 1915-2016

La strada che non spunta

MineoNello Stato di diritto, quando si ritiene che lo Stato sbagli deve essere contestato, nelle forme previste dalla legge. La storia ha conosciuto forme di reazione violenta all’autoritarismo dello Stato. Allo Stato deliberatamente violento e non legittimato democraticamente si è opposta una resistenza violenta. I libri di storia ce lo raccontano. In regime di democrazia venir meno al principio socratico è deplorevole, e se lo fa gente che ha responsabilità educative diventa quanto meno scandaloso. Contesteremo le leggi che non condividiamo ma le osserveremo quando saranno approvate, e men che meno adotteremo comportamenti violenti nei confronti di chi sostiene quelle leggi. Se questo è condivisibile, pensate quanto dev’essere becero adottare forme violente contro chi non si è opposto “abbastanza” a proposte di legge non condivise. Scrive Michele Serra, uno non sospettabile di conservatorismo, commentando su L’Amaca di “Repubblica” del 27 giugno quanto accaduto al senatore PD Corradino Mineo: Leggi il resto di questa voce

Il Prof. Keating se n’è andato

imagesIl Prof. Keating de “L’attimo fuggente” è inattuale. Ci ha fatto sognare tutti e molti di noi vi si sono rispecchiati. Cominciai a insegnare due anni prima di quel film e non posso negare di esserne rimasto sedotto. E tutt’ora lo sono. E non mi faccio scrupolo di far cose strane in classe, di far ridere i miei alunni, di ridere con loro, se è il caso di strappare una pagina del libro di testo. E di fare altre cose che hanno il solo scopo di far sentire che l’avventura della conoscenza è la cosa più bella che ci sia, anche nei rischi che comporta. “Lei ci mette in crisi”, ancor oggi mi sento dire. E ripenso a quel film. Ma in tempi di Invalsi, di punteggi, di voti numerici, di graduatorie, di standard e di profili in uscita mi sento non poche volte profondamente inattuale. L’autonomia scolastica avrebbe potuto e dovuto liberare energia, creatività, divergenza, facendo giustizia dei vecchi noiosissimi programmi, e invece i nostri Esami di Stato sono il trionfo del conformismo e del nozionismo. Uno come Keating non avrebbe avuto cosa scrivere in un documento del 15 maggio perché un occhiuto commissario esterno avrebbe subito avuto qualcosa da ridire sulla “completezza dei programmi” e sulle “griglie di valutazione”. La scuola che cacciò via Keating non è meno burbera di questa di un quarto di secolo dopo, che non caccia nessuno dalle classi ma insegue i meritevoli promettendo lauti guadagni a chi assumerà incarichi organizzativi o porterà innovazioni tecnologiche strepitose. Non sono convinto che oggi salire sulla cattedra ed esortare a strappare pagine dai libri di testo costituirebbe criterio preferenziale per l’attribuzione del merito. Con buona pace di coloro che cercano ogni mattina di fare qualcosa che per i nostri ragazzi abbia il sapore della libertà.

Poldo Ceraulo ci lascia

Se n’è andato mercoledì scorso nell’esercizio delle sue funzioni. Di cittadino. Tornava dalla convention con Renzi al Politeama di Palermo. Se n’è andato presto, come Filippo Spagnolo, come Paola Fertitta, come Alessandra Siragusa. Ci lasciano con un sacco di rimpianti e di ricordi.

Poldo lo conobbi negli anni 90 quando era segretario dell’IRRSAE. Persona seria. Autorevole. Discuteva di scuola tenendo insieme ordinamenti, organizzazione (era un seguace di Piero Romei, un altro che se n’è andato troppo presto….), formazione, didattica. In quegli anni iniziava l’autonomia scolastica. E lui ci credeva. Tanto.

Nel tempo imparai ad apprezzarne un tratto che ne costituiva in qualche modo l’essenza: la laicità. Il suo parlare non era mai ideologico. E soprattutto era un parlare sempre preceduto dall’ascoltare e dal leggere. Alle iniziative di formazione per docenti e dirigenti, e soprattutto a quelle del CIDI di Palermo da me condotto per otto anni, non mancava mai anche se non era invitato come relatore. Si sedeva in mezzo al pubblico: “vengo per imparare”, diceva.

Con questo stile ha marcato la sua presenza tra di noi. Era un animale politico e sapeva guardare la scuola con occhi intelligentemente politici. Dico intelligentemente perché il suo modo politico di guardare la scuola era quello di coloro che la scuola non la chiacchierano ma la amano. “Passione vera per una scuola migliore” è il commento via SMS di Giancarlo Cerini alla notizia della sua scomparsa.

Era amico di Alessandra Siragusa, che da ieri dà il nome al Circolo Didattico di PallavicinoPallavicino. Ci hanno lasciati a breve distanza di tempo l’uno dall’altra, come prima ci avevano lasciati Paola Fertitta (di cui si farà memoria alla Palumbo martedì pomeriggio prossimo) e Filippo Spagnolo. Nella grande aula dove stiamo seduti tutti coloro che amiamo la scuola, ad ascoltare le lezioni dei nostri bambini e dei nostri studenti, resta vuoto un banco. Il banco di Poldo e Alessandra.