La conoscenza e i suoi nemici

T. NICHOLS, LA CONOSCENZA E I SUOI NEMICI, LUISS 2017

Questo libro affronta un tema cruciale dei nostri tempi. La dissociazione contemporanea tra esperti e profani, che nel tempo attuale caratterizzato dalla pandemia da Covid, ignota alla data di pubblicazione del libro, ha assunto toni drammatici, se si pensa allo scontro tra le istituzioni e le frange di no-vax diffuse in tutto il mondo.

L’autore è un esperto delle dinamiche che nel tempo della digitalizzazione hanno condotto aree sempre più estese delle società occidentali a diffidare delle élites, facendo leva sull’inedito protagonismo consentito dalla Rete. Si leggono con grande interesse queste pagine che esplorano dinamiche consuetudinarie quali la ricerca di informazioni su Google o Wikipedia, che sempre più è andata sostituendo la consultazione di esperti.

Si celebra tragicamente la fine della competenza, a favore di un proliferare di atteggiamenti che vanno dalla saccenza al complottismo e che consentono un’incredibile promiscuità tra scienziati ed esperti da un lato e, dall’altro, senso comune diffuso tra persone che dispongono soltanto di chiacchiericcio social e fake news.

E ‘ una lettura di grande utilità anche perché il punto privilegiato di osservazione è la società americana, che l’autore guarda con grande pessimismo all’indomani dell’elezione di Trump al governo degli Stati Uniti. Ma tutto quel che si legge rappresenta il trend di tutte le democrazia occidentali e fortemente il trend italiano.

Val la pena scegliere tra gli innumerevoli passaggi preziosi del testo questo che delinea il rapporto, nelle democrazie, tra esperti e cittadini: “In una democrazia, il servizio al pubblico degli esperti fa parte del contratto sociale. I cittadini delegano il potere decisionale su una miriade di questioni a dei rappresentanti eletti e ai loro consulenti, mentre gli esperti, da parte loro, chiedono che i propri sforzi siano accolti in buona fede da un’opinione pubblica abbastanza informata da poter emettere giudizi ragionati. Il rapporto tra esperti e cittadini, al pari di quasi tutte le relazioni in una democrazia, si basa sulla fiducia. Quando questa crolla, esperti e profani entrano in guerra. E quando questo accade, la democrazia può avvitarsi in una spirale della morte che presenta un pericolo immediato: degenerare nel governo delle masse o in una tecnocrazia elitaria […]. E’ per questo che il crollo del rapporto tra esperti e cittadini è una disfunzione della democrazia” (p.252 dell’edizione pubblicata da la Repubblica).

Il libro non lascia grandi margini di speranza rispetto alla possibilità che questa scissione socioculturale possa essere ricomposta. La sensibilità diffusa è quella che permette di pensare che il solo fatto di avere libero accesso ad una Rete costituisca ragione per annullare la differenza tra chi è competente su qualcosa e chi non lo è. Ma la consapevolezza di questo stato di cose, consentita da un esperto (appunto), è già un gran passo in avanti nella direzione di un’assunzione di responsabilità culturali ed educative.

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