Archivio dell'autore: Muraglia
Per tutti i gusti
| PARTECIPARE: Oggi 27 gennaio – Ore 17 | Sulla pagina FB L’Ora edizione straordinaria SOCIAL, ADULTI E BAMBINI: OLTRE LA TRAGEDIA DI PALERMO Mercoledì 27 gennaio, alle 17 in diretta streaming sulla pagina L’Ora edizione straordinaria ne parleranno: Giovanna Perricone, presidente SIPPed, Società Italiana di Psicologia Pediatrica; Gianfranco Polizzi, esperto di alfabetizzazione digitale, ricercatore al Jubilee Centre dell’Università di Birmingham; Gabriella Magistro, giornalista, autrice del libro “Cyberbullismo”; Maurizio Muraglia, insegnante di lettere all’Educandato Maria Adelaide di Palermo. Condurrà Gaetano Perricone |
| PARTECIPARE: Oggi 27 gennaio – Ore 18,30 | I SETTE VIZI CAPITALI: LA SUPERBIA TRA DANTE ARTE E MUSICA https://www.balarm.it/eventi/i-sette-vizi-capitali-tra-dante-arte-e-musica-video-e-riflessioni-sulla-superbia-116343 |
| PARTECIPARE: Domani 28 gennaio – Ore 15 | SEMINARIO FORMATIVO FLC CGIL NAPOLI LA VALUTAZIONE FORMATIVA NELLA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO https://www.flcgilnapoli.org/valutazione-formativa-nella-scuola-secondaria-di-secondo-grado/ |
| LEGGERE: Valutare nella scuola primaria: Il corto circuito tra processi e risultati | IL MIO INTERVENTO AL SEMINARIO FLC CGIL NAPOLI DEL 21 GENNAIO SCORSO https://www.flcgilnapoli.org/new/wp-content/uploads/2021/01/Il-corto-circuito-tra-processi-e-risultati.pdf |
| LEGGERE: Fine quadrimestre: la sovrapposizione ed.civica/condotta | UNA MIA RIFLESSIONE SULLA VALUTAZIONE IN ED. CIVICA E IN CONDOTTA http://www.insegnareonline.com/rivista/cultura-ricerca-didattica/sovrapposizioni-valutative-educazione-civica-comportamento |
Meditiamo sulla Superbia
CASA DELL’ EQUITÀ E DELLA BELLEZZA
VIA NICOLÒ GARZILLI 43/A – PALERMO
I SETTE VIZI CAPITALI TRA DANTE, ARTE E MUSICA
Maurizio Muraglia e Laura Mollica*
Nell’anno in cui ricorrono in tutta Italia le celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, il nostro contributo vuole fissare la sua attenzione sui sette vizi capitali che Dante esplora sia nell’Inferno che nel Purgatorio. Sostenuti dall’arte e dalla musica, proprio come nella cantica, anche noi scaleremo la montagna del Purgatorio col poeta fiorentino cercando di leggere e meditare in forme moderne e laiche queste attitudini radicali dell’animo umano.
Alla luce delle riflessioni pubblicate su questo link meditiamo insieme sulla
SUPERBIA
27 GENNAIO ORE 18,30-20
su piattaforma ZOOM clicca qui per collegarti
Se fosse necessario ecco ID riunione: 940 494 6881 e Passcode: A&A
*Maurizio Muraglia e Laura Mollica sono insegnanti rispettivamente di Letteratura Italiana e Storia dell’Arte nei Licei a Palermo. Lo scorso anno per la Casa hanno già tenuto un ciclo di incontri sulla Divina Commedia.
Cento parole per cento canti
Si vedono in giro molti modi per celebrare l’anno dantesco. A ciascuno corrisponde un’intenzione di lettura. Personalmente credo che frequentare Dante come forse avrebbe voluto lui stesso vuol dire tentare di meditare i significati della sua poesia. Si leggono pubblicazioni erudite, per chi vuole “saperne di più” su Dante (vedi l’ultima osannatissima e noiosissima del pur magnifico Barbero), ma penso che sia più importante andare in profondità. E ogni canto della Commedia, a suo modo, è un’occasione per andare in profondità. Da ciascuno di essi infatti è possibile estrarre un tema umano di fondo, magari condensato in una parola usata (anche ripetutamente) da Dante stesso. Cento parole per cento canti. Mi accingo a tentare di scovarle. Una alla settimana. Di domenica. Come a comporre un breviario laico di cento settimane. Cominciando da domani 17 gennaio 2021 fino a domenica 11 dicembre 2022. Salute permettendo, ed è proprio il caso di dirlo.
Il format sarà semplice perché si tratta appunto di andare in profondità, non in estensione. Una o due terzine in cui la nostra parola dantesca compare in modo significativo, più dieci righe meditative. Stop. Una sorta di oasi ad ogni tappa testuale del suo viaggio, che si spera possa essere anche il nostro viaggio attraverso la pandemia: dalla selva oscura alla felicità. Questo blog archivierà i cento spunti meditativi in modo che sia possibile ritrovarli (e scaricarli chi vuole) sempre. L’auspicio è che ci siano compagni di strada desiderosi di accostarsi alla sapienza dantesca.
A domani con la prima parola per il primo canto. Che sarà, guarda che coincidenza di questi tempi, PAURA.
Nuova valutazione: cara maestra puoi farcela!
Pubblicate Ordinanza e Linee Guida sulla nuova valutazione nella scuola primaria. Ho fatto un commento serio ed un regalo natalizio alla maestra….
Alla ricerca del tempo perduto

La sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, raccogliendo l‘intenzione di tutte le Regioni eccetto l’Emilia Romagna, dice: «Non credo ci saranno aperture prima di Natale, la scuola aperta a spot serve solo a creare vampate di contagi». La sottosegretaria avanza la questione recuperi delle ore perdute: «Anche una buona Dad non è paragonabile alle lezioni in presenza». Il presidente Cirio è al lavoro con l’Ufficio scolastico del Piemonte «per rimodulare il calendario scolastico dell’anno in corso e recuperare dalla primavera». Immagina di tagliare giorni di vacanza dalle festività di Carnevale, Pasqua, 25 aprile e Primo Maggio. Mario Rusconi, Associazione nazionale presidi del Lazio: «Diversi studenti si manterranno in contatto con i docenti sotto Natale». La Uil: «Si può allungare fino a luglio»
(La Repubblica 1.12.2020)
Sembrano tutti serissimi. La sottosegretaria che fa i confronti, il presidente che taglia le vacanze, il preside che vuole mantenuti i contatti a natale e il sindacalista che vuole far lavorare sotto l’ombrellone.
L’appello di cui nel precedente post – che tratta la questione sul piano strettamente didattico/educativo – fa allora parte di un paesaggio generale in cui si fa sempre più forte il rumore di fondo del recupero. Le ore “perdute” nella didattica a distanza, quando l’orario delle lezioni è stato ridotto, vanno recuperate. Da chi? Difficile che debbano essere recuperate dagli stessi ragazzi per la cui salvaguardia l’orario delle lezioni è stato decurtato. Sarebbe davvero un rientro dalla finestra di quel sovraccarico cognitivo che sapientemente era stato (parzialmente) fatto uscire dalla porta. Cosa andrebbe recuperato allora? Con tutta evidenza un mucchietto di ore “non svolte” dai docenti, e a questo punto si dovrebbe capire in che modo, se non con i ragazzi, i docenti dovrebbero recuperarle.
La discussione, già grottesca sul piano didattico-educativo, lo è se possibile ancor di più sul piano professionale. La burocrazia ha i suoi diritti, ovviamente perché si basa sull’esplicito e non si occupa invece di implicito. I docenti hanno lavorato dieci volte di più, e questo è sotto gli occhi di tutti. Basterebbe consultare le loro famiglie per rendersi conto che, tra ore trascorse a preparare percorsi e materiali, ad addestrarsi all’uso di piattaforme o in chat fino a tarda sera a discutere sul da farsi, gli insegnanti dovrebbero vantare un credito gigantesco nei confronti della burocrazia statale piuttosto che sentirsi raccontare pateticamente la favola delle ore da recuperare. La stessa ministra che passa il suo tempo a scrivere lettere di ringraziamento per l’enorme-lavoro-svolto-dai-docenti-bla-bla non sembra occuparsi di questa materia, che lascerà ai suoi burocrati. Lo stesso Rusconi dichiara candidamente che diversi studenti saranno in contatto con i docenti a natale. Bella novità. Rusconi si occupa di scuola o di scacchi? Insomma, tutti ringraziano (verbo che incorpora la parola gratis) e poi passano alla cassa.
Non c’è occasione in cui non si ripresenti il colossale equivoco del lavoro dei docenti. In tempi in cui si autocertifica di dovere andare qua o là, pare impossibile autocertificare che nel giorno tal dei tali dalle ore 16 alle ore 20 (o alle 23 talora) si è lavorato a questo o a quell’altro, perché questo lavoro, con retorica stucchevole, risulta essere “fuori dall’orario di servizio”. Solo che occorrerebbe capire come funzionerebbe la macchina scuola se tale sommerso non ci fosse. Per la burocrazia invece il Servizio è quella firmetta su registro elettronico che indica che stai facendo l’impiegato dalle ore 8,30 alle ore 9,30, prescindendo ovviamente dalla qualità di quel che stai facendo. Pertanto la chiusura (storica) di tutti e due gli occhi sulla qualità determina la vigilanza occhiuta sulla quantità. Alla faccia della professione docente. Chiamatela impiego docente. Almeno la coerenza.
Se ne uscirà mai? Rattristano e sconcertano anche le dichiarazioni di qualche sigla sindacale che propone di prolungare l’anno scolastico fino a luglio, perché si sa che gli insegnanti in estate non lavorano e se devono recuperare che lo facciano in estate. Se no finisce che non lavorano mai. C’era una volta il sindacato che sosteneva le ragioni dei docenti e si dissociava dal senso comune.
La frutta è servita.
PS. Cara sottosegretaria, una buona DAD è sempre preferibile ad una pessima didattica in presenza. Si documenti oppure si occupi di Salute.

