Se n’è andato

Tre mesi fa esatti, trovandomi in zona, ebbi l’istinto di volerlo rivedere. E lo andai a trovare nella sua nuova casa comunitaria, La Madia. E ho fatto bene. Tutte le vicissitudini, sue e della comunità di Bose che egli fondò circa mezzo secolo fa, non trovano posto nel momento in cui faccio memoria di quel che è stato quest’uomo per la mia formazione. C’è stato un momento, più di 30 anni fa, in cui il modo in cui costui parlava di Dio e scriveva di fede, di Scritture, di umanità, mi rivoltò come un calzino. La sua era una comunicazione potente, che ti entrava nei neuroni e nelle viscere, e ti faceva venire desiderio di vita profonda e genuina. Ebbi l’onore di incontrarlo più volte, persino a casa mia, di mangiare con lui, di condividere tanti momenti della mia vita. Mi fece balenare l’idea che la parola e le parole potessero nutrire e trasformare l’anima, e a prescindere dall’essere religiosi o meno ho constatato essere profondamente vero, senza miracoli e senza magie, solo con la potenza del cuore da cui nasce quella parola. Anche la sua, di parola, aveva questo effetto dirompente. Oggi forse non ha più tutti gli estimatori di un tempo, ma questo blog vuole lasciare traccia dell’affetto profondo che ho avuto per lui. Buon viaggio, Enzo.
Pubblicato il 1 settembre 2026, in Attualità con tag Scomparsi. Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.
Espressione di una chiesa aperta a tutti, lui ne è stato escluso….
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