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Educazione legalità cittadinanza
Nell’ambito di una convention a sfondo elettorale che vedeva anche la partecipazione di Rita Borsellino, sono stato invitato il 18 ottobre scorso presso il Centro Biotos a proporre una riflessione sul rapporto tra educazione, legalità e cittadinanza, così come si configura oggi in Sicilia. M’è parso utile proporla anche qui.
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Non c’è azione più politica dell’azione educativa. L’etimo ci aiuta a capire perché. Si tratta, quando si educa e si educa pubblicamente, di un’azione che implica tempo, il tempo di compiere un percorso da una condizione ad un’altra. Il risultato di questo percorso è un essere umano capace di stare con gli altri, di rispettare le regole della convivenza civile, di servirsi di strumenti culturali per accedere alla realtà. E che questo risultato sia un buon risultato è un tipico interesse collettivo, e dove è in campo un interesse collettivo e non una convenienza individuale lì entra in gioco la politica. Educazione e istruzione sono interessi collettivi e come tali la politica li assume come spazi di intervento prioritario. Quando la politica fa politica dimenticando questo vuol dire che la politica è venuta meno alla propria vocazione. Leggi il resto di questa voce
Eccellenti, meritevoli e competenti
Qualcuno in Italia, quando (stra)parla di scuola, anche da tribune autorevoli, fa confusione tra eccellenti, meritevoli e competenti. Pura demagogia e pura ideologia. Scarso nesso con le prassi reali della scuola.
Ci permettiamo allora, da buoni pragmatici dell’insegnamento, di rammentare che gli eccellenti sono alcuni (beati loro), i meritevoli possono essere eccellenti ma non necessariamente (perché sfigati) e i competenti devono essere tutti, non uno di meno. Chi insegna cerca (deve cercare) di rendere competenti tutti e in questa ricerca dà onore ai meritevoli, sia che eccellano, sia che no. Possiamo non avere alcuna eccellenza in una classe e ugualmente tutti competenti e tutti meritevoli. L’eccellenza non la crea solo la scuola. La scuola faccia la sua parte alzando il livello di tutti, e se spunta l’eccellenza alleluja.
Ma su questo benedetto merito, vi propongo un testo …. con la testa sulle spalle, elaborato e pubblicato dal CIDI nazionale.
Postscriptum tropicale: non c’è uno che sia contento di questo Esame di Stato del secondo ciclo. Imprecano tutti, docenti e studenti. Non è che sia invecchiato precocemente senza riuscire a fare quello per cui era nato? Ma qualcuno si ricorda perché era nato?
Appuntamento con le Scritture
Chiesa S. Maria della Catena
Domenica 22 gennaio
Ore 10.00: Lectio divina: Non desiderare (Gv 8,1-11)
Maurizio Muraglia
Ai nostalgici
Non domandare: “Come mai i tempi antichi erano migliori del presente?”, poiché una tale domanda non è ispirata da saggezza. (Qohélet 7,10)
L’attesa e la speranza
Nel tempo di Avvento, per i credenti, e nel tempo che precede le feste, per chiunque, le Scritture ebraico-cristiane possono essere occasione per riappropriarsi di se stessi e di quanto segna in profondità la condizione umana. Questo libro, curato da me e dal mio amico Giovanni Farro, può essere uno strumento utile per rivisitare in chiave esistenziale e antropologica il “grande codice” biblico.

