Archivio dell'autore: Muraglia

La “buona ….. formazione”: le pratiche pensate

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Il CIDI di Palermo non si ferma mai.

Il prossimo 15 aprile al CEI chiamerà a raccolta gli insegnanti di matematica  ed il 17 aprile al Castello Utveggio, nella sede del CERISDI, sono invitati tutti gli insegnanti per discutere di inclusione. Non è ancora (ri)diventata obbligatoria la formazione e non sappiamo se sarà un bene. Ma non approfittare della qualità che c’è in giro, soprattutto se non costa (a parte sostenere il CIDI, che è cosa buona e giusta), sembra davvero poco saggio…..

Scarica le locandine: MatematicaInclusione

 

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Un bel pomeriggio di riflessione e formazione

Ieri pomeriggio alla “Giovanni XXI-Piazzi” di Palermo il CIDI ha messo insieme Mario Ambel ed il sottoscritto a ragionare di certificazione di competenze e didattica orientata alle competenze davanti a circa 150 persone tra dirigenti, docenti in servizio e tirocinanti. Attenzione, interesse e motivazione. Tanta carne al fuoco, tante criticità, tanto materiale, tanto desiderio di capire e approfondire. Qui le slides del mio intervento, che presto troverà una forma più articolata in altre pubblicazioni cartacee e digitali. A seguire alcune foto dell’evento, realizzate da Paola Grasso e Stella Verde.

 

Abbasso i “pedagogisti di sinistra”

Il 3 marzo nell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria, all’interno di un ciclo di conferenze organizzato dall’associazione “Genitori e figli” in collaborazione col CIDI di Palermo, ha parlato Massimo Recalcati, lo psicanalista che per ora va per la maggiore con la sua lettura lacaniana di ogni aspetto della vita. Titolo: “L’ora di lezione. Per un’ ‘erotica’ dell’insegnamento”, come recita l’ultimo suo libro, che sta attualmente sui comodini degli insegnanti italiani.

Mi sono stati affidati dieci minuti per un intervento introduttivo. Poi la parola è stata affidata all’ospite, che ha riscosso un entusiasmo da standing ovation. Le sue parole sull’insegnamento e sull’apprendimento hanno toccato il cuore dei presenti. Gli applausi sono stati meritati perché l’uomo ha parole di grande fascino.

Qui solo una notazione, more solito impertinente e impopolare, lasciando analisi più approfondite ad altri scritti. Egli ha preso le distanze non una volta sola dai “pedagogisti di sinistra”, che scientemente dichiara di non ascoltare perché gli disturbano la mitologia della lezione frontale di sapore mastrocoliano. Egli ha idee diverse dalle loro. L’ora di lezione può fare miracoli. Mi sono chiesto più volte chi sia un pedagogista “di sinistra” e perché egli sentisse il bisogno di rubricare una certa riflessione scientifica sulla scuola con un’etichettatura ideologica. Non è dato saperlo. Ad ogni modo guai a criticarlo perché per ora sta nel ventricolo di tutti gli insegnanti italiani. Ad maiora!

Ad ogni modo il mio intervento ve lo lascio qui.

(Le foto, come sempre in questo blog, a cura di Stella Verde)
Il pubblico

Il pubblico

Muraglia

Muraglia

Recalcati

Recalcati

Quando insegnare italiano non è solo grammatica…..

IMG_8723Un esempio di “buona scuola” questo blog vuole ospitarlo. C’è chi prova, con ragazzini della Palermo “rischiosa”, a trasformare le discipline in cultura, in scrittura, in consapevolezza civica. La signora Chinnici, che qui sponsorizzo, è una docente che da qualche decennio fa cose di questo genere. Val la pena leggere.

Dalla rivista del CIDI
Succede che venga eletto un Presidente della Repubblica palermitano che si chiama Mattarella. E che immediatamente l’opinione pubblica si divida fra chi lo ricorda come il fratello di Piersanti e chi, specie a Palermo, anche come il figlio di Bernardo. Poco importa che l’uomo abbia ormai superato la settantina: il cognome continua inesorabilmente a rimandarlo al suo passato, condizionando il giudizio, o meglio consolidando i pre-giudizi, positivi o negativi che siano. Succede che questo destino accomuni il nuovo capo dello Stato a centinaia di siciliani che, in un modo o nell’altro, portano un cognome “pesante” con cui devono presto o tardi fare i conti.

CONTINUA A LEGGERE SU: http://www.insegnareonline.com/rivista/scuola-cittadinanza/padre-padrino

 

 

Prove tecniche di saggezza didattica?

Il MIUR ha emanato la circolare che avvia la sperimentazione di un modello di scheda di certificazione delle competenze per la primaria e il primo ciclo, corredandolo di  linee guida per la compilazione.

Chi da tempi non sospetti dubita (eufemismo) della capacità dei test Invalsi di rilevare competenze non può che saltare sulla sedia. Guardate un po’: “Per la scuola primaria il documento di certificazione delle competenze, a firma del dirigente scolastico, è redatto dagli insegnanti a conclusione dello scrutinio finale della classe quinta. Relativamente alla secondaria di primo grado, viene stilato in sede di scrutinio finale solo per gli studenti ammessi all’esame di Stato e consegnato alle famiglie degli alunni che abbiano sostenuto l’esame stesso con esito positivo” (Linee guida pag.11).

Dunque le competenze si certificano prima e quindi a prescindere dall’esito analitico delle prove d’esame? E la certificazione delle stesse si consegna alle famiglie tale e quale in virtù del solo esito “positivo” dell’esame? L’esame aggiungerebbe quindi solo il voto finale? E che rapporto instaura questo voto con la certificazione già stilata? Dunque le prove Invalsi dell’esame non entrano neppure di striscio nella certificazione delle competenze già stilata dagli insegnanti in sede di scrutinio finale? Stiamo per caso dicendo che le prove Invalsi non c’entrano niente con le competenze ovvero che il re è nudo? E magari anche che alle competenze non si danno voti (“tralasciando di riportare, come richiesto dal DPR 122/2009, il voto”, sempre linee guida)?

L’ossimoro della “valutazione oggettiva”

Non ho mai amato le posizioni di Giorgio Israel. Adesso ho cambiato idea. Finalmente qualcuno che sul piano epistemologico smantella la pretesa oggettivistica dei test Invalsi e dà voce a tutti coloro che da anni, inascoltati (se non irrisi), denunciano l’assoluta impossibilità che questa testificazione del sapere dica qualcosa di culturalmente fruibile sulla scuola reale, sui ragazzi reali e sui docenti reali. Sono 27 minuti e 37 secondi (purtroppo il video risulta monco proprio alla conclusione). Ma non si possono perdere. Particolarmente interessante per i docenti di Matematica, ma la questione epistemologica riguarda tutti.

Preciso che il riferimento alla Gilda sul video di youtube non ha nulla a che fare con me.

Tutti al classico!!!

indexIn realtà sappiamo bene che proprio la difficoltà e la complessità di materie come il latino e il greco, allenano gli studenti all’apprendimento. Inoltre il valore formativo di queste materie per la costruzione del pensiero logico e per la formazione del pensiero critico è altissimo. D’altra parte sappiamo che i nostri laureati sono apprezzati all’estero per la loro flessibilità cognitiva, per il loro eclettismo, per la capacità di uscire da un dominio di conoscenza: in poche parole per la loro intelligenza. La nostra scuola dunque funziona nel suo impianto di contenuti (Mario Pirani, La Repubblica 26.1.2015)

Whatsapp, laudatores e declinismo

imagesA Vigevano un’insegnante ha mandato per sbaglio una sua foto sexy al gruppo whatsapp che condivide con i suoi alunni. La Dirigente Scolastica della scuola sta facendo luce sulla vicenda per valutare eventuali provvedimenti disciplinari. La notizia, ripresa da vari siti, ha origine dal sito Skuola.net (http://www.skuola.net/news/scuola/foto-sexy-professoressa-whatsapp.html).
Qualche settimana fa era comparso su un altro sito un accorato appello (http://www.osservatoriominori.org/comunicato-stampa/) contro l’ormai diffusa convivenza di alunni e insegnanti nei social network e negli spazi di condivisione consentiti dai cellulari: “Alla luce delle verifiche effettuate chiediamo al ministro Giannini di volersi attivare affinché la presenza dei docenti sui social network venga ad essere regolamentata, con accorgimenti contemplanti anche la possibilità di verifica della condotta virtuale da parte delle istituzioni scolastiche a livello periferico e centrale”. Sta parlando il Presidente dell’Osservatorio dei minori esistente a Milano dal 2000. Leggi il resto di questa voce