Archivio mensile:maggio 2015

Quando agli slogans non si risponde con gli slogans

Lorenzoni

Franco Lorenzoni, autore del libro “I bambini pensano grande”

“Se si vuole davvero riformare il sistema di istruzione, bisogna trovare modi e tempi e strumenti e aperture mentali capaci di trasformare le scuole in centri di ricerca permanenti, perché la didattica va ripensata ogni volta e ravvivata ed è sempre più necessario inoltrarci in territori inesplorati, perché ancora oggi il 70 per cento del tempo è impiegato in lezioni frontali e interrogazioni, cioè quanto di meno adatto al coinvolgimento dei giovani e alla costruzione delle conoscenze”.

Franco Lorenzoni è un maestro di scuola primaria. Lo conosco da molto poco, ma lo reputo una delle voci più alte della scuola italiana. E gli do voce a casa mia, perché tra un whatsapp e un sabotaggio Invalsi tutti gli insegnanti abbiano anche tempo di riflettere su alcune cose. Leggiamo non frettolosamente quanto ha scritto dopo lo sciopero del 5 maggio. Aggiungo: Lorenzoni non è favorevole a questo disegno di legge (leggere il suo recente intervento su http://www.left.it/2015/05/20/il-maestro-franco-lorenzoni-contro-la-malariforma-che-avvelena-la-scuola/). Pare che sia diventato necessario prima dire da che parte si sta. Come allo stadio. Molto triste per una categoria di intellettuali come la nostra, ma è diventato purtroppo così.

Ecco l’intervento di Lorenzoni di cui raccomando vivamente la lettura:

http://www.internazionale.it/opinione/franco-lorenzoni-2/2015/05/08/sciopero-riforma-scuola-cambiamola-insieme

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Curricolo: il sapere dei saperi

Come ogni anno, il CIDI ha messo attorno a un tavolo gli insegnanti per discutere anche del loro lavoro d’aula. Il 12 maggio alla scuola “Giovanni XXIII-Piazzi”, diretta da Aurelia Patanella, si è svolto il tradizionale seminario sul curricolo verticale. La risposta è stata, come sempre, eccellente, di quantità e di qualità. Occorre fare i complimenti allo staff organizzativo del CIDI di Palermo e particolarmente a Luigi Menna, che ha coordinato impeccabilmente ogni cosa. A me è toccata l’introduzione ai lavori, che metto a disposizione di chi non c’era e ha voglia di ragionare su alcune cose.

Foto realizzate da Stella Verde

Facciamo tutti le prove Invalsi

Oggi si sciopera contro le prove Invalsi nelle superiori. Io non sciopero. Sono Legge dello Stato e ritengo che i ragazzi debbano farle. Obbedisco socraticamente ad una Legge che non condivido. A prove che non so cosa misurino. O meglio lo so. Perché le ho fatte anch’io, come se fossi un quindicenne:

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Muraglia 1977

Ecco il risultato delle mie prove del 2014: http://www.insegnareonline.com/cms/doc/900/muragliainvalsi.pdf

 

12 maggio: il buon curricolo

In mezzo ai tumulti, alle rivendicazioni e ai sabotaggi, il CIDI partecipa ai tumulti e alle rivendicazioni, fa sentire la sua voce critica dove serve – cercando di basare la protesta sulla lettura dei documenti e non sui titoli dei giornali – e mantiene la rotta sulle cose che ogni giorno i ragazzi e le famiglie si aspettano da noi. Nella consapevolezza che la scienza senza cittadinanza è erudizione vuota e la cittadinanza senza scienza è dilettantismo isterico. E puntuale come ogni anno, come in altre città d’Italia (http://www.cidi.it/), organizza una rassegna di buone esperienze didattiche: docenti che raccontano la scuola ad altri docenti, di ogni ordine e grado e di ogni disciplina.

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Un momento del seminario sul curricolo 2014

Tutti invitati dunque, il 12 maggio, alla scuola Giovanni XXIII-Piazzi (Palermo, via Rutelli 50), a vedere la scuola in aula.

Scarica il programma.

Tanti…….(quasi) tutti

!cid_91699FCC-B34F-4FC1-AEDB-ECBE054222F2 !cid_B8185B56-0D37-4EE5-8C2B-E4B94152D3AD !cid_C60C6893-9ED4-4765-ACC1-4C579AA8F5D8A Palermo la sciopero della scuola è stato trionfale dal punto di vista della partecipazione. Se sarà altrettanto trionfale dal punto di vista dell’efficacia non sappiamo, ma è lecito non disperare. In genere ho imparato in questi ultimi vent’anni che chi scrive le leggi sulla scuola per avere 10 di consenso chiede 20, in modo da fare arrabbiare tutti e poter dire poi di avere accolto le richieste della scuola. Come per il merito da attribuire ai due terzi del collegio. Non ci credeva palesemente neppure chi lo aveva scritto. Mero gioco delle parti. Lo sciopero verosimilmente farà abortire dal DdL le parti più ripugnanti messe lì a bella posta, ma le inquietudini non cessano, perché comunque anche ciò che sarà cancellato in qualche modo da qualcuno fu pensato e se fu pensato vuol dire che l’idea di scuola che circola al MIUR non è precisamente quella che circola nella scuola militante. Sarebbe interessante capire cosa ne pensano i signori Dirigenti, di cui s’è vista scarsa traccia al corteo. Sappiamo di tre categorie di DS: gli irriducibili accentratori smaniosi di potere che diffidano il Governo dal togliere una virgola dal testo in discussione; i DS che vengono da un passato sindacal-democratico, che manco a morire rinuncerebbero agli ordinari processi decisionali della scuola; e infine i DS forse un po’ radical-chic, tra cui qualche distaccato nelle stanze del potere, che strizzano l’occhio alle manifestazioni e poi in cuor loro dicono: “ma con questi organi collegiali da strapazzo non è meglio che decidiamo tutto noi?”.

La mia idea è che il Governo otterrà quel che realmente vuole, ma che la scuola se vuole può essere un’interlocutrice capace di mettere i piedi sul tavolo. Il fronte sindacale si è riunito per l’occasione ma prevedo imminentissimi scioglimenti. E’ un po’ come nella politica. Per qualcuno coalizzarsi significa dovere condividere un pensiero con altri, e questa condivisione fa perdere la propria ragione di esistenza. Sulla parola “manifestare” staranno uniti, sulle parole “bloccare” e “sabotare” torneranno a dividersi, fin dal prossimo 12 maggio. E con loro i docenti. E per il Governo sarà il classico divide et impera.

RAV questo sconosciuto….

Il 29 aprile scorso, nel Liceo Scientifico “Galilei” di Potenza, docenti e dirigenti di varie scuole, alla presenza di un dirigente tecnico dell’USR Basilicata, hanno partecipato ad un seminario di studi sull’autovalutazione e sul RAV. Relatori Beppe Bagni, presidente nazionale del CIDI, e chi qui scrive, i cui appunti ed il cui schema di riconfigurazione degli indicatori magari potrà essere utile a qualche scuola che ancora è ai nastri di partenza della riflessione. In calce agli appunti il rimando a pubblicazioni autorevoli sull’argomento.