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Così almeno parlano di noi…..

Lo abbiamo scritto e lo ribadiamo. Così come la vediamo ormai da vent’anni è una pagliacciata. E lo è non perché consideriamo i nostri ragazzi dei pagliacci. Non lo sono. Chi sta con loro tutte le mattine lo sa. Pagliaccesco e noioso è questo occupare-non occupare, nero, bianco, grigio. Questo mostrare i muscoli senza pagare pegno perché nessuno oggi in Italia osa fare quel che si faceva con gli studenti del ’68. Conflitto zero. Lasciamoli sfogare un po’. Ho avuto modo di conversare con alcuni di loro. Non mi appartiene il paternalismo, ma a volte ti fanno davvero compassione. Non ti guardano mai negli occhi. Sanno di non sapere ciò di cui parlano e sbraitano. Non hanno compreso che la benevolenza delle forze dell’ordine nei loro confronti è funzionale. Nel senso che rinunciano ad essere “forze” e rinunciano a ristabilire l’ “ordine”. Non hanno capito che il metodo becero che adottano da anni è il più efficace per mandare in rovina proprio ciò per cui dichiarano di lottare. Conosco alunni che ormai hanno 30 anni e hanno fatto le occupazioni all’inizio del terzo millennio. “Prof, lo facevamo per fare vacanza, a quell’età uno non è che ragiona e fa quello che gli passa per la testa….”. Oggi chi parla così di mestiere fa il poliziotto: “non possiamo fare niente…possiamo intervenire solo se c’è qualche disordine”. Una mamma mi racconta che qualcuno di questi irriducibili di un liceo palermitano le avrebbe confidato: “così almeno i nostri genitori si fanno vedere….”. Senza parole.

Oggi il fronte si va sfaldando. Hanno ottenuto di arrivare fino all’Immacolata. Niente altro. O forse (in)volontariamente hanno ottenuto di fare discutere i grandi su di loro. Riporto due modi diversi di discutere di questa cosa.

Hamel

Vitellaro

Nessuno dei due è il mio, ma ritengo utile disporre di uno spettro più ampio di sensibilità per mantenere viva l’attenzione su questi temi ben oltre il panettone….

Buona lettura.

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Grande affluenza alla RAI per il dibattito sulla scuola

Ieri all’Auditorium della Rai di Palermo circa 200 persone hanno assistito alla presentazione del numero 32 della rivista “Le Nuove Frontiere della Scuola” (http://www.lamedusa.it/lenuovefrontieredellascuola/), dedicato al tema della Dignità, e alla tavola rotonda sulla scuola siciliana. Il tutto è avvenuto nell’ambito delle Giornate dell’Economia del Mezzogiorno, che hanno avuto inizio il 4 novembre e si concluderanno l’11 novembre prossimo (http://www.giornateconomiamezzogiorno.it/). Con il coordinamento della giornalista Laura Grimaldi sono intervenuti l’Assessore all’Istruzione del Comune Barbara Evola, il prof. Antonio Bellingreri, che insegna Pedagogia Generale presso l’Università di Palermo, il prof. Leopoldo Ceraulo, Dirigente Scolastico in forza all’USR Sicilia, e chi qui scrive in rappresentanza del mondo degli insegnanti.

Bellingreri e Muraglia hanno discusso il tema monografico della rivista – la Dignità – con riferimento ai rispettivi contributi in essa pubblicati. Dignità come bisogno di riconoscimento, legato al tema dell’empatia, e dignità professionale come capacità di rendere educativa l’istruzione sono stati gli spunti più pregnanti del loro discorso. Ceraulo ed Evola hanno fatto il punto sui nodi irrisolti della scuola, con riferimenti alle difficoltà della scuola siciliana, che non riesce ancora a dotarsi di una legge sul diritto allo studio. Il dibattito è stato molto vivace. Numerosi gli interventi, volti ad evidenziare tematiche importanti quali il ruolo della famiglia e l’importanza della formazione in servizio dei docenti. Puntuali le repliche dei relatori.

Tavola rotonda sulla scuola in Sicilia

locandina

Il prossimo 6 novembre si discute di scuola in Sicilia attorno ad una rivista importante.

Tutti i dettagli nella locandina.

Una nuova rivista digitale

Insegnare

Dal 1 ottobre la storica rivista del CIDI “Insegnare” ha assunto forma digitale, ma resta un insostituibile strumento di crescita professionale per tutti coloro che si occupano di educazione e istruzione.

Tra le rubriche, chiamate significativamente i/stanze, anche la mia dal titolo “stereotipando”, sui luoghi comuni che circolano in ambiente scolastico. In questo numero gli stereotipi sulla motivazione allo studio.

Buona lettura!

30 anni di CIDI: un pomeriggio memorabile

E’ stato un pomeriggio memorabile oggi alla “Giovanni XXIII-Piazzi”. I 30 anni del CIDI di Palermo sono stati festeggiati alla grande, con una massiccia partecipazione di insegnanti e dirigenti che si sono stretti attorno a Silvio Vitellaro e al Direttivo per festeggiare la presenza nella nostra città di una realtà associativa che è stata e continua ad essere un punto di riferimento per le professionalità della scuola.

Clima di festa ma anche di riflessione e contenuti. Gli interventi di Silvio Vitellaro, Giuseppe Bagni, Giancarlo Cerini e Maurizio Muraglia, preceduti dai saluti dell’Assessore Barbara Evola e coordinati sapientemente dalla sempre brillante e acuta Cristina Morrocchi, hanno ripercorso le parole calde della storia del CIDI, non tanto per creare un amarcord sentimentale ma per rilanciare vigorosamente l’idea di scuola democratica e inclusiva che il CIDI sostiene da tanti anni.

Qui di seguito una rassegna delle foto realizzate da Carlo Columba.

Un bel pomeriggio sull’educazione

Bel risultato di pubblico e di qualità ieri pomeriggio al CEI in occasione del nuovo libro di Giuseppe Savagnone “Educare nel tempo della post-modernità” (elledici), presentato da Francesco Beneduce e Livia Romano. Qui di seguito alcune foto dell’evento realizzate da Stella Verde.

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Dossier scuola pubblica

La rivista Confronti contiene questo mese un interessante dossier sulla scuola pubblica, prezioso sia perché fa il punto sulla situazione generale della scuola sia perché contiene un gran numero di osservazioni pedagogiche di ottimo profilo. Insomma, val la pena leggerlo. Quelli che scrivono sanno di cosa parlano perché la scuola la vivono.

Confronti

 

Educare nel tempo della post-modernità

“Questo libro si propone di aiutare gli educatolocandinari a prendere coscienza dei cambiamenti in corso e a superare, così, l’abisso culturale che li separa dai loro ragazzi”.

Parliamone: il 18 giugno alle 17,45 al CEI in via Piersanti Mattarella a Palermo.

Ecco la locandina.