Archivio dell'autore: Muraglia
Io sono cattivo

Rivendico qui la mia non appartenenza allo schieramento dei buoni che non vogliono il mondo diviso in buoni e cattivi quando si parla di vaccinati, non vaccinati e tutte le sfumature intermedie. In questi mesi mi sono imbattuto in non violenti, dialoganti, anime belle, terzisti, la-questione-è-complessa, occorre-discutere, insomma tutta un’antropologia che si presenta con coloriture liberali e cristiane e affronta il tema con la preoccupazione dell’antico non giudicare. E che quindi – quando si parla di gente che predispone stragi, insulta, odia, diffonde falsità, minaccia giornalisti, crea le condizioni per l’incremento di ricoverati e morti – invita a non ritenersi buoni di fronte a questi poveri giudicati e perseguitati. Persino Crozza è riuscito a fare satira sul fatto che una parte si senta buona verso una che sarebbe cattiva.
Infatti non mi sento affatto buono. Mi sento più cattivo di quelli che passerebbero per cattivi. E resisto alla tentazione di passare sulla sponda dei buoni al quadrato, cioè di quelli che non vogliono vedere tra i piedi altri buoni come loro e quindi scelgono di rinunciare alle categorie di buoni e cattivi. Quelli come me resteranno minoranza. La minoranza pirla. Quelli che seguono le istituzioni e si fidano della scienza. Ingenui e per giunta pure cattivi. La minoranza sommersa da altri non giudicabili che hanno il privilegio di poter contare sulla copertura esteticamente ed eticamente nobile di quelli che mi-ritiro-da-questa-chat-perché-qui-si-divide-il-mondo-in-buoni-e-cattivi, o da quelli che chi-sono-io-per-giudicare ecc. È falso che la religione sia in arretramento. C’è una nuova chiesa, quella degli abitanti della notte in cui tutte le vacche sono nere.
Invito qui tutti i cattivi, in un qualsiasi modo, ad unirsi a me e a non tentare di apparire buoni. Li invito a detestare con cuore sincero chi non si vaccina per ideologia e spirito distruttivo. Come si detestano i fratelli e le sorelle, anzi li si detesta proprio per questo, perché contano comunque qualcosa nella nostra vita e non sono solo appendipanni delle nostre nobili idee, e perché, come disse un certo Terenzio, ‘nulla mi è estraneo di ciò che è umano’, e quindi si ha molta voglia di mandarli a quel paese e di ritenerli cialtroni e mascalzoni. Così: senza se e senza ma. Come si fa tra gli umani, fallibili, fragili e cattivi. Per questo noi, cattivi senza protettori, staremo nell’inferno propriamente detto. Come ci meritiamo.
IN PRESENZA CON DANTE UNA VOLTA AL MESE

Tornano gli incontri danteschi alla Casa dell’Equità e della Bellezza di Augusto Cavadi ed Adriana Saieva a Palermo. Conditi da arte e musica secondo lo stile già ben noto a chi ci segue da tempo ed ha anche avuto tra le mani il nostro libro. Si comincia mercoledì 3 novembre con la Paura. Tutti invitati in presenza, come noi preferiamo, ma si potrà seguire anche su Zoom. Conservate la locandina e riservate due ore della vostra giornata alla…….. Bellezza.
Una lettura utile e amena
Non è un libro di storia contemporanea, non è una raccolta di articoli giornalistici, non è un saggio. Ma è in qualche modo ciascuna di queste cose. Fa ridere, sorridere e piangere. E’ istruttivo, ci fa ricordare cose che sembrano della preistoria ed invece sono recentissime (Dinosauri: Craxi, Andreotti, Forlani, Berlusconi, Bossi, Casini, Prodi, Fini, D’Alema, Mastella, Bertinotti). Nell’ultimo capitolo il racconto si impasta con la nausea (Renzi, Salvini, Di Maio e sodali) ed il tono diventa tragicomico. Pare biografia di saltimbanchi. La penna di Ceccarelli è deliziosa, mai astiosa, mai faziosa e mai volgare. Permette un sano ripasso degli ultimi settantacinque anni italiani (si ferma alle elezioni del 4 marzo 2018), che spesso non ricordiamo ed i nostri alunni ignorano del tutto. Permette di capire, attraverso tutti gli indizi anticipatori degli anni Ottanta, come sia stato possibile alla politica diventare spettacolo ed esibizionismo.





