Archivio mensile:giugno 2012

Dedicato ai cultori dei “traguardi”

Per condurre qualcuno, non importa dove,

bisogna prenderlo dove egli è.

(Pestalozzi)

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Arrivano i meritevoli e gli eccellenti

I neocultori delle famose “eccellenze” fin qui tanto bistrattate diano un’occhiata a quanto scrive qualcuno che la scuola la fa sul serio.

http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2012/6/15/SCUOLA-Una-prof-ecco-perche-dico-no-alla-scuola-del-merito/291630/

Dieci domande impertinenti sulla scuola che valuta

  1. Perché il MIUR ha voluto rendere l’esame di terza media un massacro? Così si capisce prima chi può e chi no?

  2. Perché queste benedette competenze si devono certificare a 14 anni e poi a 16? Così a 14 si capisce prima vedi sopra?

  3. Perché le prove Invalsi per la fine del biennio delle superiori sono difficili anche per i docenti? Chi le prepara ha mai visto un quindicenne?

  4. Perché le prove Invalsi spacciano per risposte chiuse risposte interpretative e apertissime? Chi le prepara?

  5. Perché la seconda prova di greco del Liceo Classico era così mostruosamente difficile? Così imparano a sentirsi genietti?

  6. Perché il MIUR ha deciso di rendere sempre più difficili tutte le prove centralizzate? Vuole elevare il livello degli studenti? Con le prove? E con i tagli poi lo abbassa?

  7. Perché questo giro di vite coincide con l’insistenza sul M-E-R-I-T-O (di chi?)? Perché così ci liberiamo di questi rompi…. della scuola inclusiva?

  8. Perché gli insegnanti delle quinte da decenni hanno deciso che i ragazzi non devono sapere niente della loro epoca o di quella immediatamente precedente? Perché….non ne sanno niente neppure loro?

  9. Di cosa si discute agli scrutini di scuola elementare e media, dal momento che i voti sono “oggettivi”? Non è che forse….non lo sono? Ma non l’aveva detto Tremonti?

  10. Perché il MIUR di tutti i colori politici vuole cambiare la didattica attraverso gli esami di tutti i tipi anziché attraverso la formazione in servizio? Anziché fare retroagire le prove sulla didattica non si può fare agire la didattica sulle prove?

Studiare in ambiente digitale

In un convegno svoltosi a fine maggio a Lecce il prof. Roberto Maragliano, che qualcuno ricorderà presidente dei famosi Saggi del 1997, ha tenuto una relazione sul rapporto tra ambienti digitali e apprendimento. Lo ritengo un utile spunto di riflessione professionale.

I 50 anni della scuola media

LA REPUBBLICA, SABATO, 02 GIUGNO 2012
QUESTO ARTICOLO DI MASSIMO RECALCATI MERITA DI ESSERE LETTO E MEDITATO.
La mia generazione è stata vittima di una Scuola rigidamente e ferocemente disciplinare. Sono stato probabilmente uno tra gli ultimi bocciati della Scuola elementare del Regno Unito nell´anno 1967. Ero alle prese con una maestra che pretendeva di insegnarci che la bellezza del fuoco consisteva solo nel fatto che il fuoco «non sta fermo ma si muove». La bellezza del fuoco non era nei suoi colori, nel suo brillare nella notte, nella sua memoria, nella sua storia antichissima, nel rendere possibile la convivialità del pasto, nel calore che ripara, nel suo profondo rapporto con l´uomo e con la parola. La mia maestra rimproverava e rigettava stizzita qualunque altro tipo di risposta. Leggi il resto di questa voce