Archivi categoria: Educazione e scuola

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indexJerome Bruner, 1915-2016

Obbligatoria, permanente e strutturale

La legge 107 (comma 124) dice che la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente, strutturale. Qui come ogni anno racconto un pezzo di scuola dal lato di chi viene chiamato ad “accompagnare” la formazione. Quest’anno lo farò per lemmi. Per permettere a ciascuno di collocarsi dove vuole.

Certificazione
Collegialità
Didattica per competenze
Dirigenti
Indicazioni nazionali
Invalsi
Modello trasmissivo
Professionalità
Sperimentazione
Valutazione

Ecco, lemma per lemma, il report, ma prima una cornice doverosa, che lega tutti i lemmi e lega tutte le esperienze formative che ho “accompagnato”. La scuola italiana vuole essere inclusiva. Quando la didattica, la relazione educativa, la valutazione vogliono essere inclusive i docenti ci stanno. Ma c’è un’obiezione, unica, dovunque: “ma poi ci sono gli esami…”. Non so quanto chi decide sulla scuola lo colga questo iato tra inclusione e prestazione. La scuola è la mamma. Il Commissario è il papà. I docenti sono la mamma. Il RAV è il papà. E’ mammismo pedagogico? Non ne sono sicuro. Quando la mamma zittisce il papà, la scuola prende vita, i ragazzi sorridono, si sperimentano vie nuove. Se papà RAV, o papà Esami o papà Invalsi invece ringhiano, è tutto un rintanarsi nella lezione frontale, nei contenuti, nella trasmissione. Sembra che il sorriso di un bambino ed il punteggio alto in un RAV non siano conciliabili. Quando mi chiedono la formazione, mi propongo come obiettivo che l’indomani un bambino o un adolescente sorridano, e tutti i miei interventi si concludono con questa slide:

“Nino, non aver paura di tirare un calcio di rigore…non è da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia”.

(Francesco De Gregori).

Qualche foto…..

Cogita aut labora

indexUn oggetto sconosciuto si fa strada tra le famiglie dei ragazzi che frequentano le scuole superiori: alternanza scuola-lavoro. In realtà da undici anni la scuola italiana l’aveva messo all’ordine del giorno (DLgs 77/2005), ma la sua realizzazione era stata limitata agli Istituti Tecnici e Professionali e solo in qualche caso ai Licei, certamente non coinvolgendo i Licei di serie A. Adesso tutti a fare alternanza scuola-lavoro. Alunni sedicenni, di tutti gli Istituti superiori, devono fare questa esperienza. Si va, accompagnati da docenti della scuola, in luoghi dove si lavora (aziende, istituti di ricerca, musei, centri accreditati) e si prova a comprendere che vuol dire lavorare. Poi in qualche modo la scuola farà valere nelle proprie valutazioni questo tipo di esperienze. 400 ore in un triennio nei Tecnici e Professionali, 200 ore nei Licei. Lo vuole sempre quella legge chiamata Buona Scuola. E’ un altro tassello. Le scuole convocano i genitori per spiegare di che si tratta. Fin qui l’informazione, per chi, tra i lettori di questo blog, fosse disinformato.

Dovremmo intervistare i defunti Croce Benedetto e Gentile Giovanni per sapere che ne pensano di un liceale che fa l’alternanza scuola-lavoro. Ne penserebbero tutto il male possibile. Tuttavia se a qualcuno in Italia è venuto in mente di alternare la scuola al lavoro nelle scuole superiori forse la responsabilità un po’ è anche loro. Nel 2002 un signore dal cognome Bertagna pose intelligentemente la questione del rapporto tra theorìa e techne nelle nostre scuole. Erano i tempi della Moratti, ed è da lì, dal pur giusto desiderio di superare questa dicotomia radicale, che provennero le prime suggestioni approdate poi nel 2005 nel famoso Decreto. Leggi il resto di questa voce

Educare al piacere di leggere

Leggiamo per piacere

L’essenziale è misurabile

imagesSarà capitato a molti, tra dirigenti e docenti della scuola, di assistere a conferenze di servizio, a convegni o a seminari in cui illustri rappresentanti del MIUR o degli UUSSRR presentano le nuove opportunità offerte dalla Legge 107 e dal Sistema Nazionale di Valutazione. Da settembre a questa parte, quando ho assistito personalmente a questo tipo di eventi o quando mi sono fatto riferire da altri, sono arrivato sempre alla conclusione che i casi sono due: o la scuola reale non capisce nulla di scuola, oppure la scuola degli apparati non “vede” la scuola reale.
C’è un mantra che la scuola degli apparati ripete continuamente, e forse la scuola reale non riesce a capirlo: solo ciò che è misurabile è migliorabile. Sul migliorabile chi potrebbe contestare? Alzi la mano chi non vorrebbe che le cose migliorino. Però io tutte le mattine in classe riesco a migliorare il clima relazionale che c’è tra i miei alunni, ma per far questo non ho avuto bisogno di “misurarlo”. Anche il gusto per la poesia dei miei alunni riesco a migliorare, ma non posso giurare di averlo fatto sulla base di una “misura”. La misura è oggettiva, io per fortuna non sono che un soggetto. Leggi il resto di questa voce

Cittadinanza, saperi e apprendimenti a Forlì

Pienone di docenti e dirigenti a Forlì il 22 gennaio, nell’I.T.E. “Carlo Matteucci”, per ragionare di competenze di cittadinanza all’inizio di un ciclo di seminari pensato da una rete di scuole del luogo con la consulenza del CIDI di Forlì diretto da Paola Silimbani. Giancarlo Cerini, Ispettore MIUR, che vive a Forlì, insieme con chi qui scrive ha animato la riflessione ed il dibattito, che dal tema proposto, com’è giusto che sia, ha spaziato su e giù per le questioni calde del momento riconducibili alla Legge 107. L’evento ha interessato anche i media locali, come testimonia l’intervista da me rilasciata prima dell’evento. Il mio intervento, dal titolo “La cittadinanza in classe”, è richiamato da queste slides, che mi auguro di poter quanto prima sviluppare in forma di contributo.

Qui di seguito un dossier fotografico realizzato da Stella Verde.

 

 

La visita palermitana di Cerini

Venerdì 20 novembre al Liceo “De Cosmi” di Palermo Giancarlo Cerini ha sfidato dubbi, perplessità, criticità, arrabbiature varie intrufolandosi nei meandri della Legge 107 con la sua conseueta onestà intellettuale e ascoltando attentamente gli interventi di tutti, docenti e dirigenti. Ne è venuto fuori un pomeriggio intenso, i cui contenuti è possibile recuperare qui:

Fai clic per accedere a 2015-Palermo-legge107.pdf

Dossier fotografico a cura di Gloria Calì.

 

Un pomeriggio con Giancarlo Cerini

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Un’occasione per discutere

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