Archivio dell'autore: Muraglia

Tavola rotonda sulla scuola in Sicilia

locandina

Il prossimo 6 novembre si discute di scuola in Sicilia attorno ad una rivista importante.

Tutti i dettagli nella locandina.

Quando le scuole uniscono le forze

programma

A Siracusa una rete di scuole unisce le forze per riflettere sulla valutazione delle competenze anche alla luce delle Indicazioni ministeriali per il primo ciclo. Il 25 e 26 ottobre daremo una mano io e Mario Ambel, secondo il seguente programma di lavoro. Chissà che non serva da stimolo per altre esperienze….

Una nuova rivista digitale

Insegnare

Dal 1 ottobre la storica rivista del CIDI “Insegnare” ha assunto forma digitale, ma resta un insostituibile strumento di crescita professionale per tutti coloro che si occupano di educazione e istruzione.

Tra le rubriche, chiamate significativamente i/stanze, anche la mia dal titolo “stereotipando”, sui luoghi comuni che circolano in ambiente scolastico. In questo numero gli stereotipi sulla motivazione allo studio.

Buona lettura!

Un libro su laicità e libertà religiosa

Né guelfi né ghibellini

LAICITA’ E LIBERTA’ RELIGIOSA

“Può essere un laico intransigente anche una persona profondamente pia e non essere laico un ateo militante”

(A. Zanca, Né guelfi né ghibellini, XL 2013)

Venerdì 11 ottobre prossimo sarà presentato il libro da cui è tratta questa citazione. Aldo Zanca ha voluto dire una parola forte sulla laicità e le sue argomentazioni non potranno che fare discutere. A me l’onere di presentare il libro. Tutti i particolari nella locandina.

30 anni di CIDI: un pomeriggio memorabile

E’ stato un pomeriggio memorabile oggi alla “Giovanni XXIII-Piazzi”. I 30 anni del CIDI di Palermo sono stati festeggiati alla grande, con una massiccia partecipazione di insegnanti e dirigenti che si sono stretti attorno a Silvio Vitellaro e al Direttivo per festeggiare la presenza nella nostra città di una realtà associativa che è stata e continua ad essere un punto di riferimento per le professionalità della scuola.

Clima di festa ma anche di riflessione e contenuti. Gli interventi di Silvio Vitellaro, Giuseppe Bagni, Giancarlo Cerini e Maurizio Muraglia, preceduti dai saluti dell’Assessore Barbara Evola e coordinati sapientemente dalla sempre brillante e acuta Cristina Morrocchi, hanno ripercorso le parole calde della storia del CIDI, non tanto per creare un amarcord sentimentale ma per rilanciare vigorosamente l’idea di scuola democratica e inclusiva che il CIDI sostiene da tanti anni.

Qui di seguito una rassegna delle foto realizzate da Carlo Columba.

La scoperta dell’acqua calda

Il sito de “La Tecnica della scuola” ha pubblicato i risultati di un’inchiesta sulle scelte compiute da un campione di ragazzini lombardi in uscita dalla terza media.

Sull’onda delle riflessioni sulla presunta superiore “formatività” di un indirizzo di studi rispetto ad un altro – ospitate da questo blog – pare interessante riportare un passaggio istruttivo dell’inchiesta:

“Tra le 584 richieste di aiuto di ragazzini delle scuole superiori ricevute nell’ultimo anno dal suo ufficio (servizio orientamento del comune di Milano ndr), il 56 per cento proveniva dai licei classico e scientifico. Adolescenti desiderosi di cambiare indirizzo scolastico. «O i ragazzi fanno scelte non consapevoli – commenta Dell’Oro – oppure i genitori fanno troppe pressioni. Mi accorgo che spesso è vera la seconda, soprattutto quando si tratta di professionisti: ingegneri, medici, i più in difficoltà nell’accettare per i figli un corso di studi diverso dal liceo classico o scientifico e prevenuti addirittura anche verso i licei delle scienze umane».
«Si considerano gli istituti tecnici scuole di serie B. Ed è un paradosso. Perché chi ha un livello culturale medio-alto dovrebbe avere l’apertura mentale sufficiente a uscire da un sistema di gerarchie scolastiche del tutto opinabile. Anche gli istituti tecnici, se fatti bene, offrono la preparazione necessaria per frequentare l’università».”

La lettura di questo studio dovrebbe aiutare gli irriducibili sostenitori della superiore formatività di certi studi e di certe discipline a non attribuire agli oggetti di studio successi che invece vanno attribuiti al portafoglio (a parte eccezioni “proletarie” che in quanto tali sono confermative).

 

IL CIDI DI PALERMO COMPIE 30 ANNI

30 ANNI CIDI

Il CIDI di Palermo ebbe il suo atto di fondazione nel 1983. In trent’anni è stato un punto di riferimento fondamentale per tutte le avanguardie degli insegnanti, che in esso hanno trovato “riparo” di fronte alle turbolenze e alle manchevolezze della politica scolastica. La sua sigla (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti) condensa un mondo di significati: l’idea di Iniziativa, che attiene ad un profilo di insegnante non burocrate, recettore passivo di programmi e normative; l’idea di Democrazia, che marca il territorio per una scuola capace di valorizzare tutti e ciascuno, nell’ottica del decondizionamento socioculturale previsto dalla Costituzione; infine, anche dopo trent’anni, resta in piedi l’interrogativo: chi è oggi l’insegnante capace di iniziativa democratica? Cosa fa, a scuola, un simile insegnante? Come si rapporta alla comunità professionale, agli studenti, alle famiglie, ma vorrei qui aggiungere: al sapere? Cosa vuol dire oggi lavorare per la democratizzazione della conoscenza? Ecco, questi sono stati i capisaldi del CIDI e questi ci “ripasseremo” lunedì 23 seguendo il programma individuato nella locandina predisposta da coloro che oggi guidano il CIDI di Palermo. Ho l’onore di essere stato da loro invitato ad offrire anche la mia riflessione. Invito tutti a brindare insieme!

LUNEDI’ 23 SETTEMBRE ALLA “GIOVANNI XXIII-PIAZZI” ORE 15,00

Ancora sugli studi classici

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Nella foto: Tiriticco ed io ad un convegno per insegnanti nel Lazio.
Maurizio Tiriticco è un ispettore di 85 anni. La sua profonda conoscenza del mondo della scuola e la sua preparazione pedagogica e didattica lo rendono ancor oggi una delle firme più importanti del mondo scolastico, com’è possibile constatare tra riviste cartacee e siti dedicati alla scuola. Anche lui è stato attirato dalla crisi degli studi classici e ben meglio di me ha scritto questo contributo che considero magistrale.
I commenti al mio post precedente, le mail e le telefonate ricevute da parte di diversi e valorosi colleghi del Classico che cercano (e praticano!) l’innovazione mi incoraggiano a tenere vivo il dibattito.