Anno 3 post 107: vi piace questa formazione dei docenti?

Giancarlo Cerini alcuni giorni fa ci ha illustrato lo stato dell’arte in materia di formazione obbligatoria. Arrivano nuovi soldi dal MIUR.  In alcuni passaggi della sua riflessione egli fa cenno ad un problema importante. Ma è solo un cenno. Che qui voglio sviluppare.

Il MIUR per la formazione obbligatoria prevista dalla Legge 107 ha scelto la strada delle Reti di ambito. Pertanto i soldi arrivano alle scuole capo-fila. Che invitano le altre scuole a fare aderire i loro docenti alle unità formative concordate in rete. Poi fanno i bandi per gli esperti con tariffa euro 41,32 lordi orari. Da ventidue anni sempre uguale.

Ho voluto partecipare a questo genere di bandi e sono risultato tra i formatori in questo primo esperimento. Annoto qui alcune considerazioni di ordine generale che prescindono dalla specifica organizzazione messa in campo dall’Ambito cui ho partecipato.  Esse partono dalla messa a tema di un dato: le unità formative sono seguite da docenti di scuole diverse. In qualche occasione anche di scuole del primo e secondo ciclo.  Dunque gruppi alquanto arlecchini come composizione.

Per tentare di capire il senso di una simile operazione, bisogna qui ancora una volta distinguere concettualmente formazione da aggiornamento.  Già fatto più volte in questi anni. Se passo tre o quattro pomeriggi con colleghi di altre scuole, altri quartieri, altra popolazione scolastica, e discuto di un unico argomento (nel mio caso la didattica per competenze) che ne beneficio ne traggo? E che beneficio ne trae la mia scuola? Dal punto di vista dell’aggiornamento individuale indubbiamente posso trarre beneficio, se l’aggiornatore é preparato e sa comunicare a professionisti. Ma dal punto di vista della formazione…… vogliamo parlarne?

Che vuol dire “formazione”? Che accezione diamo a questo termine? Mi pare che la norma e la scienza dichiarino unanimemente che la formazione di una professione è più efficace se riferibile al contesto in cui la stessa si esercita. Diventano prioritari dunque lo scambio con i colleghi della propria scuola, la sperimentazione condivisa, tutto quel che consente ad una comunità professionale di crescere. Sì, va bene l’enfasi dello scambio di esperienze tra scuole. Ma non é questo il contesto pertinente. Tre quattro pomeriggi trascorsi insieme. L’esperienza lo dimostra con chiarezza.

Questa vicenda degli Ambiti dunque a quale paradigma di “formazione” fa riferimento? Chi l’ha inventata pensava alla formazione, all’aggiornamento o…… al risparmio? Cosa riportano nella propria scuola i due o tre docenti che hanno partecipato a un corso? Quali sono i DS che predispongono la cosiddetta “disseminazione”?

L’esperienza di momenti formativi condotti con intere comunità professionali di una scuola mi ha portato a ritenere che non più del trenta per cento del corpo docente di una istituzione scolastica – ad esempio del primo ciclo – mostra forte motivazione alla formazione in servizio. Percentuale che scende al quindici-venti nell’Istruzione tecnica e professionale e al cinque-dieci per cento nei Licei, dove, come gli alunni possono testimoniare, insegnano i docenti più attrezzati sul piano psicopedagogico e didattico…… Gli altri bramano il foglio firme e l’attestato. A chi dovrebbero rivolgersi allora i due o tre colleghi che hanno seguito un’unità formativa di Ambito?

Conosco diversi DS che non possono realizzare attività formative per tutti i loro docenti simultaneamente. Perché non hanno le risorse per farlo e dovrebbero invitare i docenti ad utilizzare le loro card. Non mi pare che ci sia la corsa a questo utilizzo. C’è magari la corsa ad altri utilizzi, forse con la compiacenza di qualche negoziante spregiudicato….(e se un quinto della somma della card venisse vincolato alla formazione nella propria scuola? qualcuno al MIUR ci pensa?)

La destinazione delle risorse alle reti di Ambito ha dunque di fatto sposato il paradigma dell’aggiornamento individuale e non quello della formazione. Qualcuno ha chiesto ai Dirigenti che fanno rete se sono lieti di questa misura? Gli UUSSRR monitorano questo aspetto? Peraltro par di capire che gli Ambiti non assorbono la totalità dei docenti, molti dei quali esercitano il loro obbligo formativo dove sembra loro più gratificante. E se in una scuola quindici docenti fanno formazione in Ambito, venti rovistano nel grande supermarket chiamato Sofia ed il restante aspetta che passi ‘a nuttata, siamo certi di potere affermare che l’auspicio della 107 si stia realizzando con serietà ed efficacia?

Annunci

Informazioni su Muraglia

Insegnante, blogger di servizio

Pubblicato il novembre 24, 2017, in Educazione e scuola con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: