Archivio mensile:dicembre 2013

Non c’é più……….

aleSe n’é andata a 50 anni. E si resta annichiliti. E ogni parola é inutile. Questo blog si occupa prevalentemente di scuola e tanto, tantissimo dei discorsi che questo spazio affronta, nel modo in cui li affronta, sono anche il frutto di una compagnia ventennale con Alessandra Siragusa vissuta nella complicità nella cooperazione, nella condivisione di una certa idea di scuola.

Non ricordo qui l’amica. Lo lascio al personale. Ricordo qui la fermezza interiore, la lucidità intellettuale, la passione con cui ha speso ogni energia per la sua città e per il suo Paese. Chi oggi amministra le cose della scuola, soprattutto nella nostra Palermo, non può dimenticare la sua lezione. Un abbraccio, cara Alessandra, da quel Mauro – come amavi chiamarmi….. – che cercherà come può di continuare la tua battaglia per una scuola realmente democratica.

Buone feste per tutti

indexIl blog si prende la sua pausa fino al 5 gennaio prossimo. A tutti coloro che lo guardano di buon occhio (ma anche a quelli cui non piace…) auguro buone feste.

maurizio muraglia blogger di servizio…

Ciao Paola, e grazie…

fertitta 00

Una donna gentile e garbata. Una collega competente e stimabile da ogni punto di vista. Una persona di cultura. Un’amante della letteratura. Formatrice di studenti e di docenti. Autrice di libri su cui studiano i ragazzi. E tanto altro ancora. Il mio centesimo post lo dedico alla carissima Paola Fertitta che non c’è più.

 

 

 

Così almeno parlano di noi…..

Lo abbiamo scritto e lo ribadiamo. Così come la vediamo ormai da vent’anni è una pagliacciata. E lo è non perché consideriamo i nostri ragazzi dei pagliacci. Non lo sono. Chi sta con loro tutte le mattine lo sa. Pagliaccesco e noioso è questo occupare-non occupare, nero, bianco, grigio. Questo mostrare i muscoli senza pagare pegno perché nessuno oggi in Italia osa fare quel che si faceva con gli studenti del ’68. Conflitto zero. Lasciamoli sfogare un po’. Ho avuto modo di conversare con alcuni di loro. Non mi appartiene il paternalismo, ma a volte ti fanno davvero compassione. Non ti guardano mai negli occhi. Sanno di non sapere ciò di cui parlano e sbraitano. Non hanno compreso che la benevolenza delle forze dell’ordine nei loro confronti è funzionale. Nel senso che rinunciano ad essere “forze” e rinunciano a ristabilire l’ “ordine”. Non hanno capito che il metodo becero che adottano da anni è il più efficace per mandare in rovina proprio ciò per cui dichiarano di lottare. Conosco alunni che ormai hanno 30 anni e hanno fatto le occupazioni all’inizio del terzo millennio. “Prof, lo facevamo per fare vacanza, a quell’età uno non è che ragiona e fa quello che gli passa per la testa….”. Oggi chi parla così di mestiere fa il poliziotto: “non possiamo fare niente…possiamo intervenire solo se c’è qualche disordine”. Una mamma mi racconta che qualcuno di questi irriducibili di un liceo palermitano le avrebbe confidato: “così almeno i nostri genitori si fanno vedere….”. Senza parole.

Oggi il fronte si va sfaldando. Hanno ottenuto di arrivare fino all’Immacolata. Niente altro. O forse (in)volontariamente hanno ottenuto di fare discutere i grandi su di loro. Riporto due modi diversi di discutere di questa cosa.

Hamel

Vitellaro

Nessuno dei due è il mio, ma ritengo utile disporre di uno spettro più ampio di sensibilità per mantenere viva l’attenzione su questi temi ben oltre il panettone….

Buona lettura.