Panebianco, lasci perdere gli incisi


Sul Corriere di oggi, Angelo Panebianco ragiona di politica, ma poi non resiste alla tentazione dell’Inciso. Per inciso, siccome gli urge nelle viscere, deve esprimere i seguenti concetti:
Primo. Gli studenti, ma forse anche i docenti, sono capitale umano (detto due volte). La parola capitale vuol dire che se si investe su di loro, per esempio aumentando gli stipendi ai docenti, devono produrre.
Secondo. Non sono creatori di capitale umano, e quindi non lo sono essi stessi, e quindi vanno cacciati, i docenti che calpestano (“mettono sotto i piedi”) l’etica professionale.
Terzo. I docenti calpestano l’etica professionale quando, regalando (concetto valutativo di regalare) voti e diplomi ai non meritevoli, sono perseguibili addirittura per falso in atto pubblico. Aiuto, sento tintinnio di manette.
Quarto. I docenti che promuovono producono il falso, che tale risulta perché l’Invalsi produce INEQUIVOCABILMENTE il vero. Cioè, se lo dice Invalsi che Angelino o Paola (nomi di fantasia casuali) sono scarsi, non ci sono equivoci possibili. Sono scarsi. E chi dà loro la sufficienza va cacciato o addirittura arrestato.
Egregio Panebianco, per essere un inciso la vedo alquanto violento nei toni. Prima, insieme col suo sodale Della Loggia, lo vedevo alquanto dilettantesco nel parlare di scuola. Adesso lo vedo anche piuttosto feroce. La ferocia la consegno alla lettura di coloro che hanno la possibilità di scavare nel suo vissuto scolastico. Nel merito, le suggerirei di levare le chiappe dalla scrivania e consultarsi con chi di scuola, di educazione, di storia della scuola se ne intende. Lo faccia, Panebianco. Oppure se non ne ha voglia non faccia incisi. Si limiti alla politica e non ci appesti con le sue fregnacce.
Ma chi lo disse che questi erano i Migliori?

Sono impressionato dalla frequenza con cui gli osteggiatori (antisistema, anticasta, antiliberismo, antiamerica) di Draghi, piuttosto che rallegrarsi esplicitamente della sua caduta, preferiscano dileggiare coloro che se ne rammaricano. Li dileggiano attribuendo loro (quorum ego) una convinzione che non hanno: quella che questo sarebbe stato il governo dei Migliori. E’ una categoria alla quale i dileggiatori sono troppo affezionati per non destare qualche sospetto. I migliori non esistono in politica. Personalmente ho sempre pensato che questi fossero i migliori possibili in questa situazione. D’altra parte i dileggiatori che sbandierano questo concetto non ci hanno mai spiegato quali sarebbero stati i migliori possibili dal loro punto di vista: Conte? Renzi? Berlusconi? Salvini? Meloni? Calenda? Letta? Forse Conte. Perché mi pare che non amino tutti gli altri qui elencati. In verità, per quanto io ritenga Conte il più grande ariafrittologo mai visto sulla scena politica, devo riconoscere che non se l’è cavata male soprattutto nel Conte2, quando cessò di essere il vice dei suoi vice. E lo apprezzai tantissimo quando strattonò Salvini nel celebre discorso al Senato dell’estate 2019.
Tuttavia Conte cadde nel 2021, e Mattarella fece la sua scelta. Non credo pensasse di scegliere “i migliori”. La Costituzione gli dava facoltà di scelta ed egli, dopo il fiasco delle consultazioni Fico-Casellati, ha scelto. Da quel momento gli antisistema anticasta antiliberismo antiamerica hanno cominciato a urlare che questi non erano i migliori. Ma chi lo disse mai che lo erano? Perché questo bisogno di affermare che non lo erano? Lasciamo la questione agli psichiatri. Oggi, migliori o meno, sono caduti. Alcuni se ne rammaricano non perché erano i migliori, ma perché non vedevano…qualcosa di meglio. Adesso il pallino della discussione sta nelle mani degli antisistema anticasta antiliberismo antiamerica, che giustamente attendono il pronunciamento del popolo sovrano e si preparano alla nuova battaglia, che magari ci troverà alleati, dovessero vincere i Meloni e compagnia. Ma dio non voglia che Conte faccia un partito, vinca lui, e cominci a comportarsi da prosistema procasta proliberismo e proamerica. Chi potrà mai consolare gli orfani?





