Che farne del bonus

Preliminari
Se gli investimenti sul funzionamento delle scuole fossero stati più massicci ed i fondi di istituto non così ridotti all’osso, la misura del bonus finanziario per ogni singolo insegnante sarebbe potuta apparire plausibile. Invece lo spostamento quasi esclusivo dell’attenzione sulla cura del sé professionale individuale – cui si aggiunge il famoso e discutibile bonus ai meritevoli – presta il fianco a qualche rischio. Il rischio di opacizzare la dimensione cooperativa e collegiale dell’impresa scolastica a favore di un arricchimento delle opportunità formative individuali. Non si nega che disporre di occasioni formative e/o strumenti tecnologici ed editoriali possa avere riverberi positivi sul lavoro che si svolge a scuola, ma è tutto da dimostrare che questo avverrà certamente, e che il tutto non si risolva in un incremento delle frequenze a teatro o al cinema o alle mostre, con nobili ripercussioni sul proprio personale background culturale, che in qualche caso (eterogenesi dei fini) – alla Mastrocola per intenderci – potrebbe finire per marcare ulteriormente (e disastrosamente) la propria differenza culturale dagli alunni, con annesse litanie sull’ “abbassamento dei livelli” dei ragazzi, soprattutto in contesti in cui il problema non è come spendere il bonus ma come arrivare alla fine del mese.

Criteri di fondo
Anche per esorcizzare queste eventuali derive individualistiche può essere utile individuare qualche criterio di fondo per utilizzare questo bonus in modo da rendere il sé professionale disponibile a riverberi positivi sul contesto-scuola.
Giova distinguere concettualmente formazione da aggiornamento. La formazione ha a che fare con il contesto professionale in cui si opera e si misura con le sfide pedagogiche e didattiche che emergono da quel contesto. Se in una scuola appare dominante il problema della motivazione allo studio, la priorità non sarà quella, per ciascuno, di partecipare a convegni o seminari sull’avanzamento della ricerca accademica o didattica su questo o quell’argomento (per quanto serva anche questo), bensì quella di orientare la scuola ad allestire ambienti di apprendimento che favoriscano un rapporto proficuo degli allievi con il sapere. Dovranno essere coinvolti i collegi, i dipartimenti, i consigli di classe, i modelli organizzativi della scuola, i rapporti con le famiglie e quant’altro si renda necessario attivare nello specifico contesto. Queste sinergie interne all’istituzione scolastica, anche sostenute da figure di esperti esterni se necessario, rappresentano gli assi portanti della formazione. Ed il bonus in questo caso ha rilevanza relativa o, comunque, incide indirettamente sulla virtuosità di questi processi migliorativi così come si configurano nei vari piani di miglioramento emergenti dai Rapporti di autovalutazione delle scuole.
Come si accennava poc’anzi, per affrontare le sfide del miglioramento cui è chiamato il contesto formativo in cui si opera può risultare utile con tutta evidenza il supporto di esperti esterni o di letture mirate o ancora la partecipazione a giornate di studio sulla questione che si sta affrontando. Se il miglioramento della scuola verte sulla motivazione allo studio, partecipare ad un convegno sulla motivazione scolastica può servire alla scuola, nella misura in cui i docenti che vi partecipano si impegnino a produrre le opportune condivisioni nella comunità professionale. Qui la formazione si salda con l’aggiornamento, per la necessità di incrementare conoscenze e competenze professionali. Ma la saldatura tra formazione e aggiornamento è perfetta laddove avviene la saldatura tra individuale e collegiale.
Ben venga dunque la partecipazione a giornate di studio, seminari, convegni esterni all’istituzione scolastica in cui vengano messe a fuoco questioni vitali per l’innovazione pedagogica e didattica all’interno del proprio contesto. In questa sede non mi interessa suggerire enti o associazioni che si prestino meglio alla causa. Ogni insegnante saprà individuare i propri riferimenti e trovare in essi la qualità che gli serve. Va soltanto ricordato che il sapere professionale degli insegnanti eccede il mero sapere accademico, pur non prescindendone. Il sapere professionale degli insegnanti ha alcune matrici disciplinari da cui non si può prescindere e che costituiscono la cornice necessaria delle varie didattiche disciplinari: psicologia dell’apprendimento in primo luogo, e poi pedagogia, didattica generale e, oggi, anche media education. Talora anche epistemologia delle discipline, filosofia dell’educazione e sociologia portano contributi utili. Ci sono dei criteri per individuare la qualità formativa di questi momenti, anche se fruiti individualmente? Provo qui ad enuclearne qualcuno in forma elencativa:
• assetti non esclusivamente frontali ma integrati da focus-group, laboratori, momenti esemplificativi, simulazioni di situazioni d’aula;
• contenuti delle relazioni ad alta cifra esperienziale, provenienti da esperienza di insegnamento attivo e non da mere elucubrazioni accademiche;
• possibilità di “strascico” dell’esperienza formativa attraverso piattaforme telematiche o ritorno degli esperti in loco a seguito di ricerca-azione o sperimentazione condotta in classe
Non è da sottovalutare, sempre in chiave di saldatura tra formazione e aggiornamento, l’esposizione personale ad alcune “bussole” di carattere bibliografico e sitografico. Libri, riviste e siti, infatti, non raramente finiscono per orientare il proprio sé professionale verso i momenti in presenza di cui si parlava or ora. Credo che tenere sotto controllo una batteria di prodotti editoriali scientificamente accreditati possa rappresentare un’esigenza primaria della professione docente, verso cui incanalare parte delle risorse finanziarie messe a disposizione dal MIUR per ogni docente.
Metto qui a disposizione la mia personale (e per ciò stesso discutibilissima e limitatissima) esperienza a questo livello – accumulata in almeno un quarto di secolo privo di qualsiasi bonus – con alcuni suggerimenti editoriali molto mirati e selezionati. Mi limiterò a cinquantadue prodotti: venti libri, dieci riviste e ventidue siti “imperdibili”, almeno dal mio punto di vista.

Libri
1. Baldacci M., Ripensare il curricolo, Carocci 2006.
2. Bertolini P., La valutazione possibile, La Nuova Italia 1999.
3. Boscolo P., La fatica e il piacere di imparare, UTET 2012.
4. Boscolo P., Psicologia dell’apprendimento scolastico, UTET 1997.
5. Bruner J., La cultura dell’educazione, Feltrinelli 1997.
6. Cambi F., Saperi e competenze, Laterza 2004.
7. Castoldi M., Curricolo per competenze: percorsi e strumenti, Carocci 2013.
8. Damiano E., Il sapere dell’insegnare, Francoangeli 2007.
9. De Vecchi G., Aiutare a costruire le conoscenze, La Nuova Italia 1999.
10. Gardner H., Formae mentis, Feltrinelli 2004.
11. Goleman D., Intelligenza emotiva, Rizzoli 2005.
12. Guasti L., Didattica per competenze, Erickson 2012.
13. Martini B., Formare ai saperi, Francoangeli 2005.
14. Morin E., La testa ben fatta, Cortina 1999.
15. Pellerey M., Competenze, Tecnodid 2011.
16. Perrenoud P., Costruire competenze a partire dalla scuola, Anicia 2000.
17. Pontecorvo C.-Ajello A.M., Curricolo, La Nuova Italia 2002.
18. Romei P., Guarire dal mal di scuola, La Nuova Italia 1999.
19. Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa, Libreria fiorentina, Firenze 1996.
20. Tagliagambe S., Più colta e meno gentile, Armando 2006.

Riviste cartacee e/o digitali
1. Insegnareonline, rivista digitale del CIDI
2. La Tecnica della scuola, rivista digitale
3. La vita scolastica, Giunti
4. Le Nuove Frontiere della scuola, Medusa
5. Nuova secondaria, La Scuola
6. Rivista dell’istruzione, Maggioli
7. Scuola democratica, Il Mulino
8. Scuolainsieme, La tecnica della scuola
9. Tuttoscuola
10. Voci della scuola, Tecnodid
Voci della scuola. Dal 2002 al 2012 la casa editrice Tecnodid ha edito, sotto la supervisione di Giancarlo Cerini e Mariella Spinosi, 10 volumetti contenenti 400 lemmi riguardanti tutti gli aspetti dell’educazione e dell’istruzione. Ciascuna voce è corredata da indicazioni bibliografiche e sitografiche. Considero insostituibile questo strumento per l’autoformazione. Dopo il 2012 Voci della scuola continua le sue pubblicazioni con preziosi numeri monografici.

Per quel che riguarda i ventidue siti, basta dare un’occhiata al menu qui a destra.
Buona spesa.

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Informazioni su Muraglia

Insegnante, blogger di servizio

Pubblicato il novembre 4, 2015, in Educazione e scuola con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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