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Il problema non è timbrare il cartellino

“Smettere di andare a traino di qualunque balbettio della politica e riprendere a parlare di scuola, imponendo la discussione, prima che sugli orari dei professori, sul loro profilo professionale. Perché ciò che fanno a scuola è più importante di quanto ci stanno.” (Giuseppe Bagni, Presidente nazionale del CIDI)

Un nuovo capitolo della formazione

Carlo Petracca, Giancarlo Cerini e Maurizio Muraglia

La Tecnodid Formazione getta il sasso nello stagno e avvia, per la prima volta nel piccolo centro di Taurasi (AV), una due giorni di confronto serrato tra modelli di formazione docenti relativi alla didattica per competenze nel curricolo. Dieci esperti di livello nazionale ed una trentina di “amici” interessati al tema hanno dato vita ad un evento gravido di promesse (il programma su http://www.notiziedellascuola.it/eventi/eventi-2014/scuola-per-formatori-taurasi-3-4-maggio-2014/scuola-per-formatori-taurasi-av-3-4-maggio-2014). Presto sul sito della Tecnodid e attraverso altri canali sarà possibile entrare nel merito dei contenuti affrontati sabato 3 e domenica 4 a Taurasi.

Qui solo alcuni spunti.

L’insegnamento per competenze nel curricolo non si inventa dall’oggi al domani ma richiede seri percorsi di riflessione sul rapporto tra gli studenti ed i saperi, in una prospettiva didattica orientata alla costruzione di ambienti di apprendimento attivi, costruttivi, motivanti. La competenza non è alternativa alla conoscenza, ma ne è una valorizzazione piena. La formazione in servizio degli insegnanti, attraverso una triangolazione virtuosa tra riflessione, prassi e ritorno alla riflessione, è chiamata ad interrogarsi sui modelli che più efficacemente possono favorire lo sviluppo della professione docente attorno ad un tema – quello della didattica per competenze – che è cruciale nella direzione del successo formativo e della piena cittadinanza dei nostri studenti. I contenuti qualificanti di una efficace formazione in servizio riguardano, a questo punto:

1. Una certa idea di studente: non passivo recettore di oggetti culturali ma apprendista attivo;

2. Una certa idea di insegnante: quale mediatore culturale, attento ai processi del conoscere, capace di decostruire e ricostruire i saperi;

3. Una certa idea di sapere: non meramente riproduttivo e dichiarativo (sapere che), ma anche procedurale e critico (sapere come, sapere perché, sapere per);

Sono le sfide che la Tecnodid si appresta ad affrontare per continuare a recare un servizio di qualità alla scuola italiana.

Le verità che nessuno scrutinio dice….

“Ma potrebbe fare di più”. E’ la frase che molti genitori ricevono dal docente che ammorbidisce il giudizio non positivo sullo studente. La frase è un tormentone e nasconde una verità lapalissiana: nella scuola italiana le intelligenze emergono con difficoltà. I ragazzi intelligenti ed emotivi si stancano quando la comprensione cioè il prendere con sé i saperi privilegia la ripetizione unidirezionale come è proposta dall’insegnante e dal testo, quando il proprio carattere non risponde emotivamente al raggiungimento di risultati. La risoluzione di quesiti e problemi matematico-scientifici permette a queste menti di esprimersi meglio, ma occorrono tempi e strumenti adeguati altrimenti queste discipline risultano ancora più irraggiungibili. E’ semplice e comodo per docente e allievo ripetere un testo con contenuti già preparati, il ragazzo intelligente è avverso a questa formula che si presenta noiosa perché non altera la sfera della sua sensibilità. La scuola italiana privilegia studenti volenterosi su discipline obsolete. Stimolare l’emozione di comprendere è il primo capitolo che ogni docente dovrebbe svolgere. Quando sentiamo dall’insegnante la frase “…ma potrebbe fare” questo capitolo non è stato svolto.

Gabriele Fraternali

Insegnante di Chieti

“La Repubblica” Lettere domenica 2 febbraio 2014

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Questa lettera, inviata da un collega abruzzese al quotidiano “La Repubblica”, mette con semplicità e chiarezza il dito sulla piaga. E val la pena proporla in tempi di valutazione quadrimestrale e di ricevimenti genitori. Perché? Perché dice le verità valutative che nessun registro elettronico può dire (gustosissimo l’intervento di Mario Ambel su http://www.insegnareonline.com/rivista/editoriali/scrutini). Verità che hanno a che fare non col momento del voto – ovvero col momento più bugiardo sui processi dell’apprendere – ma col momento in cui si traffica il sapere in classe. Certo che l’alunno può fare di più ma l’insegnante non potrebbe fare di meglio? (https://mauriziomuraglia.com/wp-content/uploads/2011/02/fare-di-pic3b9-o-fare-di-meglio.pdf)

MM

 

Grazie ai docenti o…..nonostante i docenti?

Si ha l’impressione che la scuola torni se non al centro almeno all’interno del dibattito pubblico. Ne è spia anche l’attenzione dei media. L’ultimo numero del 2013 de “L’Espresso” dedica la sua copertina agli insegnanti italiani che avrebbero il merito della risalita dei liceali (sic! ma gli studenti delle superiori sono solo liceali?) nelle graduatorie mondiali dell’istruzione (OCSE). Che il merito venga attribuito dall’inchiesta agli insegnanti fa molto piacere. Fa riflettere però che la stessa inchiesta evidenzi (fonte FLC CGIL) la caduta in picchiata dei fondi nazionali per la formazione docenti dal 2002 (42 milioni di euro) al 2013 (2,7 milioni di euro). I casi sono due: o la formazione in servizio è inessenziale (ma non sembra che l’inchiesta sostenga questo) oppure la crescita dei nostri “liceali” deve avere origini misteriose….

Interessante da leggere comunque. A chi l’avesse perso lo propongo qui.

 

 

Grande affluenza alla RAI per il dibattito sulla scuola

Ieri all’Auditorium della Rai di Palermo circa 200 persone hanno assistito alla presentazione del numero 32 della rivista “Le Nuove Frontiere della Scuola” (http://www.lamedusa.it/lenuovefrontieredellascuola/), dedicato al tema della Dignità, e alla tavola rotonda sulla scuola siciliana. Il tutto è avvenuto nell’ambito delle Giornate dell’Economia del Mezzogiorno, che hanno avuto inizio il 4 novembre e si concluderanno l’11 novembre prossimo (http://www.giornateconomiamezzogiorno.it/). Con il coordinamento della giornalista Laura Grimaldi sono intervenuti l’Assessore all’Istruzione del Comune Barbara Evola, il prof. Antonio Bellingreri, che insegna Pedagogia Generale presso l’Università di Palermo, il prof. Leopoldo Ceraulo, Dirigente Scolastico in forza all’USR Sicilia, e chi qui scrive in rappresentanza del mondo degli insegnanti.

Bellingreri e Muraglia hanno discusso il tema monografico della rivista – la Dignità – con riferimento ai rispettivi contributi in essa pubblicati. Dignità come bisogno di riconoscimento, legato al tema dell’empatia, e dignità professionale come capacità di rendere educativa l’istruzione sono stati gli spunti più pregnanti del loro discorso. Ceraulo ed Evola hanno fatto il punto sui nodi irrisolti della scuola, con riferimenti alle difficoltà della scuola siciliana, che non riesce ancora a dotarsi di una legge sul diritto allo studio. Il dibattito è stato molto vivace. Numerosi gli interventi, volti ad evidenziare tematiche importanti quali il ruolo della famiglia e l’importanza della formazione in servizio dei docenti. Puntuali le repliche dei relatori.

30 anni di CIDI: un pomeriggio memorabile

E’ stato un pomeriggio memorabile oggi alla “Giovanni XXIII-Piazzi”. I 30 anni del CIDI di Palermo sono stati festeggiati alla grande, con una massiccia partecipazione di insegnanti e dirigenti che si sono stretti attorno a Silvio Vitellaro e al Direttivo per festeggiare la presenza nella nostra città di una realtà associativa che è stata e continua ad essere un punto di riferimento per le professionalità della scuola.

Clima di festa ma anche di riflessione e contenuti. Gli interventi di Silvio Vitellaro, Giuseppe Bagni, Giancarlo Cerini e Maurizio Muraglia, preceduti dai saluti dell’Assessore Barbara Evola e coordinati sapientemente dalla sempre brillante e acuta Cristina Morrocchi, hanno ripercorso le parole calde della storia del CIDI, non tanto per creare un amarcord sentimentale ma per rilanciare vigorosamente l’idea di scuola democratica e inclusiva che il CIDI sostiene da tanti anni.

Qui di seguito una rassegna delle foto realizzate da Carlo Columba.

IL CIDI DI PALERMO COMPIE 30 ANNI

30 ANNI CIDI

Il CIDI di Palermo ebbe il suo atto di fondazione nel 1983. In trent’anni è stato un punto di riferimento fondamentale per tutte le avanguardie degli insegnanti, che in esso hanno trovato “riparo” di fronte alle turbolenze e alle manchevolezze della politica scolastica. La sua sigla (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti) condensa un mondo di significati: l’idea di Iniziativa, che attiene ad un profilo di insegnante non burocrate, recettore passivo di programmi e normative; l’idea di Democrazia, che marca il territorio per una scuola capace di valorizzare tutti e ciascuno, nell’ottica del decondizionamento socioculturale previsto dalla Costituzione; infine, anche dopo trent’anni, resta in piedi l’interrogativo: chi è oggi l’insegnante capace di iniziativa democratica? Cosa fa, a scuola, un simile insegnante? Come si rapporta alla comunità professionale, agli studenti, alle famiglie, ma vorrei qui aggiungere: al sapere? Cosa vuol dire oggi lavorare per la democratizzazione della conoscenza? Ecco, questi sono stati i capisaldi del CIDI e questi ci “ripasseremo” lunedì 23 seguendo il programma individuato nella locandina predisposta da coloro che oggi guidano il CIDI di Palermo. Ho l’onore di essere stato da loro invitato ad offrire anche la mia riflessione. Invito tutti a brindare insieme!

LUNEDI’ 23 SETTEMBRE ALLA “GIOVANNI XXIII-PIAZZI” ORE 15,00

Dossier scuola pubblica

La rivista Confronti contiene questo mese un interessante dossier sulla scuola pubblica, prezioso sia perché fa il punto sulla situazione generale della scuola sia perché contiene un gran numero di osservazioni pedagogiche di ottimo profilo. Insomma, val la pena leggerlo. Quelli che scrivono sanno di cosa parlano perché la scuola la vivono.

Confronti