Grazie Mario

Se n’è andata oggi una figura benemerita della cultura e della scuola, l’editore Mario Palumbo. Chi lo ha conosciuto non potrà mai dimenticarne l’eleganza e la mitezza, ed è così qui che voglio ricordarlo. Non ho bisogno di sottolineare l’enorme lavoro compiuto, insieme al fratello Giorgio, per promuovere la cultura della scuola. Non era soltanto l’editore Mario Palumbo, per quanto generazioni di docenti lo abbiano conosciuto per i libri di testo, ma era anche un uomo convinto che la scuola non potesse limitarsi a tramandare il sapere, ma dovesse essa stessa autocomprendersi come produttrice di sapere. Per questo innumerevoli seminari e convegni lo hanno visto instancabilmente impegnato nell’ideazione e nell’organizzazione. Ho lavorato a stretto gomito con lui quando ho ricoperto la carica di presidente del CIDI di Palermo tra il 2004 e il 2012. Perfezionista. Ma anche conviviale. Convinto che fosse importante creare tra docenti occasioni di incontro festoso, dopo un convegno. La semplicità del tratto rendeva facile la conversazione con lui, senza formalità. Anche per questo ci mancherà. La scuola perde prematuramente una figura che ancora credeva nell’istruzione come luogo di promozione culturale, di emancipazione, di inclusione. Nelle ultime conversazioni lamentavamo insieme la burocratizzazione e la tecnocratizzazione delle procedure scolastiche, che stanno affaticando gli insegnanti distogliendoli dall’approfondimento culturale. Mancherai Mario, ciao.

In casa editrice nel 2017
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Insegnante, blogger di servizio

Pubblicato il 13 febbraio 2026, in Attualità con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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