30 anni senza Claudio

Esattamente 30 anni fa, nel lontano 1995, se ne andava precocemente e tragicamente a 33 anni Claudio Gerbino, studioso grecista che tanti, provenienti soprattutto dalla Facoltà di Lettere di Palermo, ricorderanno, ma soprattutto amico fraterno e compagno di vita e di esperienze indimenticabili. Nella sua breve esistenza ha lasciato un segno indelebile di umanità autentica, fuori dagli schemi, capace di segnare le esistenze altrui con la profondità del suo pensare e del suo sentire. Libero da ideologie e da atteggiamenti compromissori, ha dato esempio di radicalità senza sconti e di continuo meditare sul senso della vita. Abbiamo condiviso la passione per la classicità, perché le nostre vite si sono incrociate al tempo degli studi universitari, nel lontano 1981, ma abbiamo condiviso anche gli anni in cui cominciavamo a progettare la nostra vita, solo che egli ha voluto abbandonarla quando ancora non si erano ben definite le sue situazioni professionali. Claudio ha sperimentato profondamente in sé il male di vivere che studiavamo in quegli anni con Leopardi, Montale, Pavese, ha conosciuto l’amore e lo ha vissuto tormentosamente, e in tutto questo ha segnato la mia esistenza con un magistero permanente che vorrei riassumere in un’unica frase: tieniti lontano dalla banalità. Ho ancora negli occhi il suo fastidio e la sua irritazione per la sciatteria, le cadute di stile, la superficialità che negli anni Novanta ancora si tenevano al di qua di quel che oggi si vede dappertutto.

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Insegnante, blogger di servizio

Pubblicato il 10 settembre 2025 su Esperienze. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Grazie, Maurizio. Sì, bellissima persona, profonda e in continua meditazione su tutto, e spirito poetico. Abbiamo avuto lunghissime conversazioni a Lettere, abbiamo mangiato e dormito accanto, nei nostri sacchi a pelo, nell’allora Aula VI della Facoltà durante l’occupazione dell”89-90. Io lo prendevo in giro perché russava, lui per il ruolo iperattivo che svolgevo in quella lunga (113 giorni!) contingenza durante la quale ci ‘approfondimmo’ reciprocamente. La sua scomparsa mi svuotò di tutto il dolore e le lacrime possibili.
    Andrea Cozzo


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  2. Claudio, grande sensibilità, persona di valore , intelligenza profonda . Non si poteva non volergli bene, era un po’ riservato, ma affettuoso, sempre pronto ai aiutarti! Prendeva la chitarra e suonava per tutti e con tutti, anche quella volta a casa di amici , era luglio, gli chiesi di suonare la canzone di Baglioni che gli piaceva di più ! E lui prese la chitarra e iniziò a suonare e a cantare : Domani mai!
    Questa canzone mi risuona ancora nelle orecchie, ma non l’ho più ascoltata !

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